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Perché pretendere lo sconto sui prezzi dei libri?

Pubblicato: 24 set 2010 da sara

l'avaroParlavo con una simpatica libraia romana, che mi esponeva la seguente domanda: “Ma perché i lettori italiani non si fanno problemi a spendere 15-20 euro per una maglietta o una cena in pizzeria e poi si aspettano sempre degli sconti su libri che costano appunto sui 15-20 euro?”

Il quesito sembra semplice e banale, eppure la risposta non è secondo me così scontata. Prima di dare spazio alle vostre risposte, mi metto in mezzo io (come al solito). Io, precaria, con un budget mensile per spese voluttuarie risicato lo ammetto: lo sconto sul libro mi fa comodo, e nei negozi di abbigliamento invece non lo chiedo mai.

A mia discolpa devo dire però che non compro 10 magliette al mese mentre mi piacerebbe riuscire a d acquistare altrettanti libri, in effetti. Quindi la maglietta, ad esempio (una al mese, anche di meno) la compro a cuor leggero, via. Mentre il libro no.

Non è evidente il motivo? Il motivo è che sono dozzine i libri che vorrei comprare, e non posso, e quindi è ovvio che se ho uno sconto su un tot di titoli è come se riuscissi ad acquistare – con quello che risparmio – un libro in più. Mentre il ‘budget’ per la pizza è più o meno fisso, al mese, il mio desiderio di libri è illimitato, e quindi risparmiando so di potermene permettere di più. E voi? Siate sinceri.

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • rgrgrgrg

    24 set 2010 - 14:10 - #1
    -1 punto
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    la signora ha ragione.. è che siamo abituati ad alcune credenze, e facciamo questi ragionamenti, che alla base nn hanno alcun giustificato fondamento. poi visto che gli italiani leggono poco. generalizzando, la signora ha ancora più ragione.

  • Profilo di camphora

    camphora

    24 set 2010 - 14:47 - #2
    1 punto
    Up Down

    Il problema della legge sui libri non è lo sconto di per sé (altrimenti dovremmo bruciare i remainders, e invece…). Il problema è permettere agli editori di fare sconti 11 mesi l’anno. Gli unici che se lo possono permettere sono le major che hanno in mano tutta la filiera del libro. in tutti i paesi d’Europa ci sono leggi che proteggono i libri e la biodiversità. in Italia hanno fatto la legge ad hoc per i colossi. Poi se c’è un libro che costa 30 euro e magari è un libro che leggerò una volta e basta, vado in biblioteca o vado a cercarlo sulle bancarelle. Se mi piace ho tutto il tempo di comprarlo di seconda mano.
    Voglio capire perché vedo tutti con sti Iphone e poi mi sento dire che c’è crisi. Diciamo che non c’è interesse che è un’altra cosa.

  • Profilo di flash

    flash

    24 set 2010 - 15:09 - #3
    1 punto
    Up Down

    Purtroppo il problema è che gli sconti “apparentemente” sono a favore dei compratori/lettori, quindi è difficile far capire come stanno le cose. Per esempio, che il prezzo di copertina di molti libri è gonfiato artificialmente in partenza perché è l’unico modo per ottenere un guadagno adeguato dopo che i compratori/lettori, e di conseguenza i librai, avranno preteso lo sconto.
    Come dice camphora, alla fine è un modo per favorire i grossi editori (che possono permettersi gli sconti) e la grande distribuzione, supermercati e autogrill che comprano solo i best seller da milioni di copie. Tutto il resto, con una legge così, farà davvero davvero fatica… e sul lungo periodo rischiano di perderci tutti.

  • Hersilius Klein

    24 set 2010 - 16:41 - #4
    0 punti
    Up Down

    D’accordissimo con Camphora e Flash. Ma anche questo tipo di problema potremmo benissimo consegnarlo alla storia se solo credessimo un po’ di più nell’editoria digitale. Il costo dei libri si abbasserebbe non avendo spese di stampa e distribuzione, e chiunque potrebbe comprarsene molti di più senza bisogno di avere sconti. Di ebook reader ormai cominciano ad essercene molti e per tutti i gusti.

  • P.G.

    24 set 2010 - 17:21 - #5
    0 punti
    Up Down

    Come dice Flash, nel commercio nulla si crea e nulla si distrugge: se si pratica uno sconto, bisogna recuperarlo in qualche modo. Perciò può fare uno sconto chi può recuperarlo o vendendo MOLTO di più (per recuperare uno sconto del 10%, occorre vendere non il 10% in più, ma almeno il 30-40% in più, per capirci), oppure ottenendo sconti maggiori dagli editori, cosa che solo le medio-grandi librerie possono fare, e solo gli editori medio-grandi possono concedere.

    Ma come fa a sua volta un editore medio-grande a recuperare lo sconto maggiore che ha dovuto concedere al distributore/libraio? Lo recupera….aumentando il prezzo dei libri.
    E’ per questo che ormai un tascabile mediamente costa fra i 9 e 12 euro. Ovvero le 20.000 lire di pochi anni fa, quando però un tascabile costava circa 8-10.000 lire.

    Il motivo per cui la gente chiede lo sconto è semplice: i libri costano ormai decisamente TROPPO. Troppo per le tasche dei grandi lettori, quelli abituati a leggere 5-6 libri al mese, troppo per le tasche di quelli che non leggono mai, e che si spaventano di fronte a prezzi così elevati.
    La soluzione non è la politica dello sconto. La soluzione è una legge sul prezzo fisso dei libri. Eliminare completamente gli sconti.
    Ma sarebbe, è chiaro, una legge a favore dei piccoli editori e dei piccoli librai, che notoriamente contano come il due di picche; una legge contro gli interessi dei grandi editori, dei grandi distributori e delle grandi catene (tre soggetti che in realtà sono la stessa cosa, perchè i grandi gruppi ormai controllano tutta la filiera).
    Perciò è una legge che non si farà mai più.

  • pinco palla

    24 set 2010 - 17:31 - #6
    1 punto
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    no, il problema è che la pizza io la pago quel prezzo sempre.
    il libro costa 20 euro, poi esce l’economica e costa 12, poi esce allegato a un giornale e costa 5 euro. Alla fine le lettere all’interno del libro sono le stesse, ma arriva a costare 4 volte di più a seconda dell’edizione. Quindi questo porta il lettore a pensare: ma se in allegato lo pago 5 euro, non è giusto che in libreria costi 20! e quindi ci si sente legittimati a chiedere sconti.

  • Sara Bauducco

    25 set 2010 - 11:24 - #7
    0 punti
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    Ho linkato il pezzo in una mail ai membri del gruppo Spazio Libreria su facebook, pensando che l’argomento possa interessare…
    Non credo che la soluzione possa essere l’eliminazione degli sconti, ma una regolamentazione che tenga conto di tutto il mercato editoriale: ci sono tante case editrici minori che non possono permettersi di competere con colossi che propongono sconti tutto l’anno ed una distribuzione capillare… Ricordiamo inoltre che tra le case editrici minori si trovano spesso anche letture di nicchia e molto specialistiche…
    Il dibattito editoria cartacea - editoria digitale ormai si impone, ma penso possano coesistere soddisfando esigenze differenti (per modalità e tempi di lettura, in primis), uno non esclude l’altro.

  • Profilo di n1ghtm4r

    n1ghtm4r

    25 set 2010 - 12:59 - #8
    1 punto
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    Io non chiedo mai lo sconto, ma se posso, aspetto di comprare molte cose quando sono scontate. E non solo per libri, ma lo stesso discorso vale per videogames, abbigliamento, dvd, ecc.

  • LadyAileen

    25 set 2010 - 13:54 - #9
    1 punto
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    Io non ho uno stipendio ma amo leggere per cui devo arrangiarmi.
    Personalmente non chiedo sconti alle librerie perché mi limito ad aspettare versioni economiche o sulle bancarelle. Io sono un tipo paziente. Quante volte mi é capitato di trovare nei cestoni dei supermercati libri che costavano 14-16 euro, ora venduti a 1,00-3,00-6,00 euro.
    E non vado in pizzeria ma nei pub o nei ristoranti dove non si paga il servizio. E non spendo mai 15-20 euro. Risparmiare si può.
    I libri non sono un bene di prima necessità e forse per questo si tende a chiedere uno sconto.

  • Profilo di blogattelle

    blogattelle

    25 set 2010 - 16:46 - #10
    -1 punto
    Up Down

    sconto no, ma pretendere l’accento corretto (acuto) su perché in un blog letterario proprio sí

  • -Ryo-

    27 set 2010 - 10:17 - #11
    0 punti
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    A parte che con pizza e birra, se ti portano via 15 euro, forse è meglio cambiare posto.
    Poi, come dice Pinco Palla, basta avere un po di pazienza. Oppure, più semplicemente, ci si accorda con gli amici e si fanno girare i libri.

  • Profilo di blogattelle

    blogattelle

    29 set 2010 - 18:43 - #12
    0 punti
    Up Down

    vedo con piacere ch’è stato corretto: onore al merito
    (ciao -1)

  • Profilo di camphora

    camphora

    01 ott 2010 - 09:53 - #13
    0 punti
    Up Down

    “Il motivo per cui la gente chiede lo sconto è semplice: i libri costano ormai decisamente TROPPO. Troppo per le tasche dei grandi lettori, quelli abituati a leggere 5-6 libri al mese, troppo per le tasche di quelli che non leggono mai, e che si spaventano di fronte a prezzi così elevati.”
    Eppure Iphone, Ipad, e robe varie che costano 500 euro, quelli vanno. Esiste il book crossing, esistono le biblioteche, esistono le bancarelle. Diciamo pure che non c’è proprio la voglia di leggere. Sul resto concordo. Vorrei ricordare che in Inghilterra la legge sul libro ha ucciso le librerie indipendenti e le piccole case editrici provocando un impoverimento culturale massiccio.

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