
Se, come recitava uno spot tempo fa, leggere è il cibo della mente, allora variare la dieta è sempre una cosa ottima. Se poi oltre al contenuto cambiamo anche il contenitore, l’apporto dei nutrienti sarà più stimolante.
Leggere in epoca di audiolibri ed eBook è un’esperienza totalmente differente da quella che poteva essere la lettura di mezzo secolo fa o dello scorso millennio. Perché, allora, non renderla ancora più ampia? Un’esperienza è quella degli ipertesti o dei libri “ampliati” come The Mongoliad, per esempio. Ma c’è chi si spinge ancora più avanti.
L’agenzia di design IDEO, infatti, ha presentato in questi giorni Nelson, Coupland e Alice, tre applicazioni che, nelle intenzioni degli sviluppatori, permetteranno di leggere in maniera innovativa:
Insomma, una vera e propria lettura 2.0 che se da un lato potrebbe far storcere il naso ai puristi della lettura cartacea, dall’altra avrebbe l’indubbio merito di poter conquistare molte più persone alla lettura stessa. Il che non è poco.
Oltre a trovare l’idea geniale, credo che gli interrogativi che sottostanno alla questione siano interessanti: qual è l’impatto che hanno gli eReader sul modo di scrivere? Tutti quegli aggeggi tipo Kindle, iPad e via dicendo possono essere relegati nella sfera dei “giochini” oppure possono avere delle potenzialità che agli scrittori (e agli editori) di domani (ma anche di oggi) potrebbero tornare molto utili? È inutile negare che l’avvento del computer ha cambiato radicalmente sia il modo di pubblicare i libri che di scriverli (basti pensare a tutti i neologismi che ormai troviamo dappertutto). È cambiato anche il nostro modo di scrivere (e non mi riferisco solo alle classiche abbreviazioni che si usano in blog, chat e forum). Perché in tutto questo rigoglio di innovazioni che riguardano tutti i campi, solo i libri dovrebbero rimanerne fuori?
Foto | Fastcodesign
LadyAileen
25 set 2010 - 14:07 - #1Affascinante l’app Alice ^_^
milenat
29 giu 2011 - 14:41 - #2Ma questo tablet esiste? Lo voglio!