La notizia di una possibile cessione del colosso delle librerie americane Barnes&Nobles circolava da un po’, ma ora pare che si sia data un’accelerata alla vendita di una delle più grandi catene librarie americane.
Dunque, pare proprio che uno dei capisaldi della grande distribuzione Usa (e stiamo parlando di 720 punti vendita, 300milioni di libri venduti ogni anno), costretto nelle morse della crisi, stia per vendere il suo pacchetto azionario.Negli ultimi quattro anni le azioni Barnes&Nobles hanno perso circa il 70% del proprio valore, e nemmeno il Nook, il lettore ebook creato con lo scopo di rilanciare l’azienda (ve lo avevamo recensito qui), è riuscito a risollevare i bilanci, soprattutto a causa dalla concorrenza (del Kindle).
Insomma, la Barnes&Nobles sembrerebbe essere una delle prime vittime (eccellenti) della rivoluzione che sta attraversando il mondo del libro, e dalla quale possiamo trarre alcune considerazioni. Se anche una libreria di catena è sull’orlo del fallimento, ciò significa che le librerie devono necessariamente rinnovarsi, cambiare strategia. Da qui, il fatto che le librerie Feltrinelli abbiano iniziato a vendere prodotti estranei al libro (oggetti di design etc).
E’ probabile che le librerie di catena diventeranno sempre più megastore, o meglio: grandi magazzini, nei quali il libro rimarrà un elemento centrale, ma che sarà affiancato da ben altri prodotti (come in parte sta già accadendo). E, magari, da qualche “distributore” di ebook. Le piccole librerie, per provare a sopravvivere, dovranno puntare sulla qualità dell’offerta. Una qualità che può essere sia del prodotto, sia del servizio.
Solo se il libraio riuscirà a mantenere un rapporto privilegiato con il suo lettore (se saprà consigliargli il libro giusto, se svilupperà dei servizi al cliente personalizzati, dalla ricerca di un libro molto vecchio fino alle consegne a domicilio), avrà qualche possibilità di sopravvivere. Lo scenario che ho delineato è sicuramente un gioco dell’immaginazione, ma magari non è solo fantascienza. Bisogna vedere quanto si spingerà lontano la diffusione dell’ebook e, soprattutto, quale direzione prenderà il suo utilizzo.
Anonimo codardo
20 set 2010 - 21:42 - #1Le piccole librerie dovranno trasformarsi (anche) in caffè letterari, dovranno invitare gli scrittori ad interagire con il pubblico (già mi immagino il concetto di ‘tour’ applicato agli scrittori, magari a livello cittadino e/o provinciale), dovranno _imparare_ ad usare i nuovi media… se non faranno tutto questo ed anche più spariranno.
Robera Laella Nickynson
20 set 2010 - 22:52 - #2Da anni ormai nei Barnes&Nobles si può acquistare di tutto, dai giocattoli ai poster, dalla Musica ai film, dal caffè alla cioccolata. Hanno sempre una sala conferenze e sale letture per i singoli utenti e punti bar o di ristoro.
Juri testa
20 set 2010 - 23:28 - #3Eh sì, sicuramente il fatto di diventare dei caffè letterari è uno dei “servizi” che le piccole librerie potrebbero tornare a proporre (e molte lo fanno già).
Musica, film e caffè, in fondo, si possono acquistare anche nelle librerie di catena. Mi pare che le librerie Feltrinelli non vendano giocattoli, ma in alcuni casi puoi uscire con in mano un sassofono. In molte librerie Mondadori (in tutte?) vendono computer. Quando mi riferivo ai cambiamenti delle grandi librerie intendevo più un avvicinamento alle dinamiche (e agli scaffali) della grande distribuzione. Una libreria più supermercato, come in parte già accade.