Dopo le copertine di Thomas Allen che prendono “vita” e i libri vecchi trasformati in gioielli, ecco un altro approccio artistico ai libri: dipingerne i dorsi.
Una volta impilati si inizia il dipinto: il più delle volte, per forza di cosa, si tratterà di immagini strette e lunghe e quindi la fantasia dovrà svilupparsi in verticale, anche se non mancano possibilità orizzontali (bellissimo, secondo me, il gatto rampante).
Senza dubbio è un modo utile di riciclare, anche se un po’ di tristezza pare percepirla per una fine che non è proprio quella sperata per un libro. Però, diciamolo sinceramente, per alcuni libri sarebbe veramente un onore essere trasformati in opere d’arte perché quanto al contenuto lasciano parecchio a desiderare.
Foto | izismile
pediccia
27 set 2010 - 10:55 - #1Senza alcun dubbio è possibile fare arte con il dorso dei libri, d’altronde si fa arte utilizzando materiali molto meno nobili dei libri e nessuni dice niente. E poi c’è o non c’è questa benedetta Arte Concettuale che altro non è, come tutta l’Arte, che l’espressione del Tempo in cui si vive? E dunque visto che siamo letteralmente pieni di libri mi pare naturale utilizzarli per fare arte che a me piace: è elegante e di buon gusto.
Certo sarebbe veramente stupendo se l’Artista prima si leggesse il libro, poi andasse alla sua ricerca frugando presso i “maceri” o nei squallidi mercatini dei libri che si vendono a peso e dopo averne acquistate o recuperate diverse copie concepire il dipinto o altra espressione artistica in una forma che rispecchia il contenuto del libro scelto. Forse farebbe rivivere quel povero libro, non compreso o peggio boicottato per mille ragioni, in un’opera d’arte e consolare un poco lo sfortunato autore che direbbe: “Almeno l’ha letto qualcuno e il suo significato che tanto mi è costato, è racchiuso e rivive in quel Capolavoro”.
In fondo, a parziale consolazione di chi opera e scrive senza fortuna, qui sulla Terra e fino a prova contraria, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma!