Lo Yemen raccontato dalle scrittrici e dagli scrittori

yeenPuò l'emancipazione femminile passare anche dall'uso della prima o della terza persona, dalle scelte grammaticali e dalle storie che le scrittrici di un dato Paese decidono di narrare? Non è impossibile, probabilmente, e leggendo “Lo Yemen raccontato dalle scrittrici e dagli scrittori”, (Libreria Orientalia Editrice), a cura di I. Camera d'Afflitto, ci si convince che davvero possa essere così.

In realtà la letteratura yemenita è 'fiorita' solo in tempi recentissimi, perchè “il paese è vissuto in totale isolamento rispetto all'Occidente e al resto del mondo arabo” (l'unificazione è avvenuta nel 1990).

Allo stesso tempo però questo ha reso la letteratura di questo Paese “più disposta a sperimentare nuove strade improntate all'originalità e al rinnovamento...perchè meno contaminata dalla fase più decadente della letteratura araba e occidentale”.

“Tra gli anni settanta e ottanta del secolo scorso, la donna yemenita ha vissuto nel Sud del paese sotto un regime socialista che propugnava slogan come “La liberazione e l'emancipazione della donna e la parità con l'uomo, il suo compagno”.

E prima ancora “era stato il colonialismo inglese a fissare norme che regolamentavano la vita civile, per rimuovere le quali ci fu bisogno della lotta armata...L'unificazione innescò una serie di aspettative; ma poi il potere fu usurpato iniquamente da quei gruppi tribali che, nella guerra del 1994, riportarono la vitoria in tutto lo Yemen, stabilendo un controllo capillare su ogni aspetto della vita”.

“E' difficile quindi che gli scrittori, e ancor più le scrittrici, trovino una realtà in cui ambientari i propri romanzi più straordinariamente variegata dello Yemen, visti gli eventi che si sono susseguiti nell'arco di mezzo secolo”.

La fioritura letteraria passa innanzitutto dalle scrittrici. Uno degli esempi più eclatanti è il romanzo “E' soltanto amore” di Nadiyah al.Kawkabani, da cui verrà tratto un film canadese, ed è in traduzione per l'editore Ilisso di Nuoro.

Nell'ultimo decennio “si è assistito, per la prima volta e con prepotenza, alla diffusione del romanzo yemenita femminile (insieme a quello maschile) nel quale la donna non aveva più un ruolo secondario, ne diventava il fulcro, l'argomento principe”.

Ovvero, scrive l'autore yemenita Habib Abd al Rabb Sururi “è lei ad essere al centro degli eventi, lei a fare i conti con la vita di tutti i giorni, ad aprire spiragli a una libertà impossibile tra le massicce pareti domestiche. Si muove cautamente cercando una sicurezza a cui guarda con profonda speranza, impazzendo di gioia se solo intravede un barlume di felicità...”

“Svela i segreti di una società intrisa di ipocrisia, mette a nudo le ingiustizie...ha compassione di se stessa perchè è debole, rassegnata e sottomessa”, continua.

E' interessante (e confortante) inoltre sapere che molte delle autrici yemenite emergenti sono state “spronate nel campo delle lettere proprio da tanti uomini, intellettuali e non, che condividevano le loro battaglie umane, prima ancora che letterarie. E questo riafferma un dato, che è tipico del mondo arabo, per cui le lotte di genere...passano anche attraverso l'impegno di uomini di cultura”.

Insomma, “anche se lo Yemen si è ritrovato, in passato, per ragioni innanzitutto storiche, ai margini o al di fuori dell'evoluzione socio.culturale che ha favorito l'emancipazione della donna e la nascita del femminismo arabo – scrive nel suo intervento Isadora d'Aimmo - oggi le scrittrici yemenite sono impegnate attivamente sulle tematiche di genere e per il riconoscimento e la valorizzazione del loro contributo non come letteratura 'di nicchia' ma come apporto alla scrittura e alla letteratura yemenita e araba in senso complessivo”.

Aa. Vv.
Lo Yemen raccontato dalle scrittrici e dagli scrittori
Libreria Orientalia Editrice
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