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La classifica dei libri più venduti

Pubblicato: 06 set 2010 da Juri Testa

La classifica dei libri piÃ�¹ venduti Ritorno dalle vacanze e subito la classifica della settimana mi accoglie con una stranezza. Non certo l’ultimo libro di Sophie Kinsella al primo posto (”I love mini shopping”), perché conosciamo bene il potenziale di vendita di questa scrittrice e dei suoi libri, che ci trascineremo fino a natale.

La stranezza è costituita da ben tre tascabili fra i primi dieci: al terzo posto troviamo infatti “La solitudine dei numeri primi“, immediatamente rilanciato dall’uscita del film; al nono posto ritroviamo Fabio Volo, con “Una vita che ti aspetto”, e in ultima posizione “L’ombra del vento” di Zafón. Se per il primo il successo è più comprensibile, cosa avrà spinto gli italiani a buttarsi sul vecchio Zafón e su Volo? Semplicemente il prezzo? Prodigi del tascabile.

Se queste sono le sorprese, per il resto poco cambia: ritroviamo nelle prime posizioni la lotta dei premi Strega, con Silvia Avallone in vantaggio (seconda posizione) su “Canale Mussolini” (quarto) e i poveri Camilleri e Lucarelli (con “Acqua in bocca”) che sono finiti al quinto posto. Come avevamo previsto, tiene anche Gramellini, con “L’ultima riga della favole” (settimo posto).

Ma oltre alla Kinsella ci sono altre due novità (che non sono molte, dato che è passato più di un mese dall’ultima rubrica): quel libro di David Nicholls che avevamo segnalato prima dell’estate ha scalato le classifiche. Lo avevamo lasciato ben lontano dalla classifica (ma in ascesa) e ce lo ritroviamo candidamente al sesto posto, senza essere stato lanciato da troppa pubblicità.

E’ una storia di amore (e questo può spiegare il suo successo estivo), ma per essere il primo libro pubblicato non mi sembra niente male. L’altra novità è una saggio: “Caterina. Diario di un padre nella tempesta”, il libro in cui il giornalista Antonio Socci, padre di Caterina, racconta passo passo il calvario di avere una figlia in coma.

Tra poco, però, uscirà il nuovo libro di Ken Follet, ed è appena uscito il nuovo romanzo di Frederick Forsyth. Saranno sufficienti a smuovere la classifica?

Foto: Flickr

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di emilyandherlittlepinknotes

    emilyandherlittlepinknotes

    06 set 2010 - 15:47 - #1
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    credo conti molto il passa parola, basta fare un giro su yahoo answers , in ogni singola risposta di suggerimenti per “bel romanzo” compare “L’ombra del vento” vuol dire che il titolo è ancora vivo nella mente di tanti
    Personalmente ho consigliato “Un giorno” a tantissimi amici e almeno sei di questi lo hanno comprato e letto, vabbè non credo sia merito mio ma tutto conta, giusto?

  • Profilo di pediccia

    pediccia

    06 set 2010 - 17:33 - #2
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    Tre motivi essenziali proiettano i libri nelle prime posizioni:
    1 - Il Nome e la Fama dello scrittore;
    2 - Il valore obbiettivo del libro che deve avvincere in modo che non venga abbandonato;
    3 - La Casa Editrice che promuove e publicizza.
    In merito al primo punto bisogna osservare che i libri che seguono il primo che ha fatto la fortuna dell’Autore, spesso non sono dello stesso valore e qualche volta sono abbastanza deludenti, ma questo succede per tutto. Infatti si può vivere di rendita.
    Per il secondo punto è opportuno ricordare che i “Professionisti ” della scrittura studiano accuratamente a tavolino il libro per catturare e colpire i potenziali elettori. Spesso il fine ultimo è la moneta e la scrittura si piega a tale esigenza. Sono finiti i lbri “ispirati” scritti per una vera vocazione, ma oggi il mondo va così.
    In merito al terzo punto c’è poco da dire. Ovviamente la Casa Editrice deve quadagnare e quando individua un buon lavoro adotta tutti i sistemi per “monetizzarlo”. Non basta il valore più o meno buono del libro, servono a poco le presentazioni e le recensioni di “onesti” critici, ma vale soprattutto la pubblicità in TV e i concorsi letterari più importanti, spesso come si dice in giro, pilotati. Questo condiziona letteralmente buona parte dei lettori, gran parte dei quali abbandona desolato qualche presunto capolavoro. Naturalmente il vero capolavoro va avanti essenzialmente con il passaparola, ma la gente deve sapere che c’è!
    E allora assistiamo alla ossessiva ripetizione di gialli e noir, di vampiri e affini, di noiose storie e compagnia bella. I libri che “elevano” e che sono stati scritti senza pensare all’ossessivo ritorno economico, vivacchiano con poche copie nelle retrovie delle classifiche, senza pubblicità e senza gloria. Forse è bene così in un mondo dove effettivamente si scrive molto e si legge poco e dove forse conviene che le cose vadano così altrimenti c’è il rischio che cambi!

  • Juri testa

    06 set 2010 - 20:00 - #3
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    Bello che sia scaturita una mini discussione su ciò che fa la fortuna del libro. Secondo me avete ragione entrambi. Il passaparola spesso è fondamentale (a volte è alimentato dai librai, ed è per questo che spesso ricevono in anticipo una copia del libro che uscirà di lì a qualche settimana; altre nasce spontaneamente dai lettori); e certo anche i tre punti di Pediccia sono molto importanti.
    Su Zafon, è vero che è un libro molto famoso, ma mi sembra strano che sia ritornato nella top ten improvvisamente. Probabilmente nel periodo al quale si riferiscono queste classifiche (fine agosto) c’è stata qualche segnalazione in tv o cose del genere.
    Ci sono casi, poi, in cui i libri prendono traiettorie di vendita che neanche gli editori prevedono. Certo non è il caso di Zafon…

  • Profilo di dino75

    dino75

    07 set 2010 - 10:51 - #4
    0 punti
    Up Down

    anche mia moglie promuove tantissimo Zafòn: sarà merito/colpa sua :-)

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