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Sulle polemiche provocate dalla scollatura di Silvia Avallone al Campiello

Pubblicato: 06 set 2010 da Andrea Coccia

Sulle polemiche provocate dalla scollatura di Silvia Avallone al Campiello
Poche ore sono passate dall’assegnazione dell’ultima edizione del Premio Campiello a Michela Murgia e già impazzano le polemiche. Ma contrariamente a ciò che ci si potrebbe aspettare, il dibattito sui maggiori quotidiani non è affatto concentrato sulla qualità del libro premiato o sul significato della vittoria della Murgia, ma su un dettagglio piccante della serata, il décolleté della giovane autrice di Acciaio, vincitrice del Campiello opera prima.

Per la cronaca l’oggetto del contendere sono gli apprezzamenti insistiti e i consigli ai cameramen di Bruno Vespa, conduttore della serata, che, irretito e magneticamente atratto dal profondo décolleté della Avallone ha messo da parte l’eleganza e lo stile - qualità di cui in ogni caso Vespa non abbonda - e ha chiesto alla regia di inquadrare le curve della giovane autrice romana.

Ora, dato per assodato che la mossa di Vespa sia stata viscida e deprecabile, credo che sia il caso di riflettere un attimo sull’attenzione data ad un fatto che, seppur triste e imbarazzante, in un paese culturalmente sano sarebbe stato archiviato in poche battute a vantaggio di una discussione sul libro della Murgia, su quello della Avallone o sullo stato della letteratura italiana.

Ma forse è inutile stupirsi. Questa è l’Italia, il paese delle veline e del meretricio di stato, un paese dove a tutela della parità tra i sessi è stata nominata una subrette, dove il vero valore di una donna è stabilito dalla misura del seno e dalla profondità di una scollatura, un paese che è capace di scagliarsi compatto contro la lapidazione di una donna all’estero e, nello stesso momento, tratta le proprie donne come bambole di plastica, utili per il piacere e nient’altro.

Foto | Libero News

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di n1ghtm4r

    n1ghtm4r

    06 set 2010 - 13:53 - #1
    1 punto
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    “Un paese che è capace di scagliarsi compatto contro la lapidazione di una donna all’estero e, nello stesso momento, tratta le proprie donne come bambole di plastica, utili per il piacere e nient’altro”

    Parole sante!

  • folies

    06 set 2010 - 14:19 - #2
    1 punto
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    Dal taglio che sta prendendo questa polemica (la protagonista ha sminuito la cosa, sembra che da un sassolino si stia facendo un caso mondiale pur di dare contro a Vespa) vorrei tanto vedere un filmato sulla vicenda. Ma temo che non ce ne saranno.

  • Profilo di aster

    aster

    06 set 2010 - 15:51 - #3
    1 punto
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    sul sito della rai sarà a breve disponibile tutta la trasmissione http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2010-09-05&ch=1

  • Profilo di pediccia

    pediccia

    06 set 2010 - 17:46 - #4
    1 punto
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    Come volevasi dimostrare! In fondo la vera letteratura non interessa. La bella Silvia ha scritto sicuramente un buon libro come un interessante libro ha scritto la simpatica Signora Murgia; libri che leggerò al più presto. Ma le attenzioni galanti sono solo per Silvia. Oramai non si mettono neppure la maschera e questo è solo l’inizio!

  • Profilo di sakura87

    sakura87

    06 set 2010 - 19:50 - #5
    2 punti
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    Bruno Vespa è un porcone e questo si sapeva.

    Ma comportamenti come quello della Avallone vanificano trecento anni di sforzi femminili per imporsi nel campo della letteratura.

  • martedì

    07 set 2010 - 09:09 - #6
    2 punti
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    Mi dispiace, ma non sono d’accordo con lei. Evviva dio che lerner e altri hanno puntato l’attenzione su questo episodio. Archiviarlo in poche battute e quindi oscurarne la gravità (perché è grave, mi creda, è molto grave) non credo sarebbe stato da paese culturalmente sano: noi l’abbiamo fatto per anni, non dandogli peso, e ci ritroviamo a fare i conti con questa italia. Chiaro che trattandosi di premio letterario, il faro doveva essere puntato sui libri, ma è come dire che parlare troppo dei cori razzisti allo stadio svia l’attenzione dalla cosa importante, il gioco.

  • andrea coccia

    07 set 2010 - 09:20 - #7
    2 punti
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    mi spiace ma continuo ad essere del mio parere, ormai in italia non si parla d’altro che di cose del genere, cose che a mio parere sono sì gravi,ma rappresentano delle inutili scaramucce di retroguardia, che alla lunga occupando tutto lo spazio del dibattito lo saturano e ci lasciano un’Italia che non sa più parlare d’altro…
    i cori razzisti allo stadio - come gran parte dei problemi di razzismo in italia - non si risolvono parlandone nei salotti televisivi, si risolvono cambiando politica, dando una bella sterzata in direzione di una cultura aperta alle differenze, capace di vedere nell’Altro una riccheza piuttosto che una differenza…

  • Profilo di bossgas

    bossgas

    08 set 2010 - 08:57 - #8
    0 punti
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    sono d’accordo con Moccia,indubbiamente Vespa poteva fare,se proprio doveva,un commento più discreto e gratificante per l’autrice,ma farne un caso nazionale in tv,come Lerner,o sui giornali ed in radio come ho sentito in questi giorni,con tutte le cose importanti di cui occorrerebbe parlare e che sarebbe necessario sollecitare per questo nostro povero paese,mi pare veramente eccessivo. Ma ,a quanto pare,purtroppo,l’andazzo è questo ed è demoralizzante.

  • Profilo di bossgas

    bossgas

    08 set 2010 - 08:58 - #9
    0 punti
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    mi scuso,ho scritto Moccia invece di Coccia

  • luca123

    10 set 2010 - 23:55 - #10
    0 punti
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    Premesso che le ultime tre righe sono parole sante.
    Costringere una donna al burqa o al tacco 12 non è poi tanto bifferete. La scelta è un’altra cosa ovviamente.
    Non sarà mai troppo presto per un scatto di reni culturale.

    Ma sono convinto che non sia un fatto sessista o almeno non solo sessista.
    Da quanto le prime pagine di mezzo mondo (certo in Italia l‘effetto chiacchiericcio è enormemente superire ma anche all‘estero non sono più un esempio così da citare) aprono con non notizie con dotte speculazioni su niente. Pettegolezzi, come l’episodio di Vespa, che, se proprio, dovrebbero essere relegate a pagina venticinque e con due righe.
    In un mondo normale tali nuove sarebbero liquidate da un lettore qualsiasi con uno scrollo di spalle e un veloce pensiero, “imbecille” punto.
    In prima pagina dovrebbe cappeggiare invece quest’altra di notizia, c’è un pianeta allo sbando e su tutte le prime pagine si parla di nulla, e la predilezione per l’irrilevante è divenuta filosofia, da anni.
    Perché questa prima pagina non va mai in rotativa?
    Pensiamoci.

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