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La nascita del libro stampato: l'esperto professore Pettegree ci parla dei suoi studi in merito

Pubblicato: 02 set 2010 da Barbara



In un’intervista sul Boston Globe , si parla della nascita del libro stampato e delle problematiche che ne scaturirono. A guidarci in questo tuffo indietro nel tempo il professore Andrew Pettegree, autore del libro “Il libro nel Rinascimento”, storia della nascita della stampa.

Il primo riferimento è naturalmente Johann Gutenberg, che intorno al 1450, iniziò i primi esperimenti di stampa con caratteri mobili cimentandosi con piccoli libri come la Grammatica di Donato. Quindi, si impegnò a realizzare l’ambizioso progetto della Bibbia a 42 linee.

Era il primo libro stampato con caratteri mobili e aveva 42 righe per pagina, il successo fu immenso ma tutto il progetto fu tremendamente costoso. A quel tempo la gente non aveva l’abitudine di spendere denaro per l’acquisto di libri; i pochi che giravano erano manoscritti e se qualcuno desiderava una copia di qualche testo, doveva ordinarla.

E poi, per coloro che possedevano libri, quelli vergati a mano erano più interessanti, offrendo colorate miniature e decorazioni, che i primi libri stampati nella loro monotona monocromia, non potevano vantare. E allora, come per l’iPad adesso, fiorì tutta una serie di domande realtive al potenziale di questo nuovo oggetto, il libro stampato.

Il professor Pettegree ha studiato attentamente la questione, e ci rivela che dal principio si ricorreva all’uso della stampa per la pubblicazione di calendari, almanacchi, annunci comunali e soprattutto per i certificati d’indulgenza: i documenti che attestavano che la persona in questione aveva pagato la Chiesa per ridurre la propria permanenza in Purgatorio.

Ecco un estratto dall’intervista al professore:

Domanda: A quei tempi chi vendeva libri, non aveva la minima idea di come raggiungere i potenziali acquirenti…
Risposta: Bisognava immaginarsi come vendere tutte le copie a persone che non sapevano neanche di aver bisogno di un libro o di volerlo… Così i venditori capirono che dovevano creare un mercato, ancora meglio se fosse con paesi al di fuori dell’Europa. Questo è il classico esempio di quando si crea un’innovazione tecnologica, ma le persone non sono ancora consapevoli delle sue implicazioni commerciali. E’ innanzitutto necessario che un sacco di denaro e di energia vengano investiti nel progetto, si pensi alla nascita dei siti internet nei primi anni ‘90 e ai 10 anni che hanno impiegato ad affermarsi .

E voi che ne dite? L’iPad saprà fare di meglio?

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • zoon

    02 set 2010 - 13:09 - #1
    0 punti
    Up Down

    il punto è che non si può paragonare il libro all’ipad. semmai, il paragone si può fare tra libro e tablet, l’ipad è troppo limitato tecnologicamente, è un mezzo tablet ;)

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