Mi è molto piaciuto il romanzo di Laurence Cossè, anche se all’inizio predominava lo scetticismo: la narrativa che inserisce ’strategicamente’ nel titolo le parole ‘libri, libraio, biblioteca’ etc si sta espandendo, e nella maggior parte dei casi solo perchè l’argomento intriga.
Intrigano le atmosfere tipiche della libreria, affascinano i personaggi - librai, e magari anche l’idea che nel testo potrai trovare suggeriti dei bei libri da leggere. Ne ho annotato qualcuno anche da questo libro, la cui storia è presto detta: una ricca ereditiera con la passione della lettura chiede a uno spiantato libraio di aiutarla a creare la libreria del Buon Romanzo.
Si tratterà di un locale in cui saranno al bando le novità (saranno inserite solo dopo averle saggiate, e quindi mesi dopo il lancio editoriale), e inseriti 600 titoli scelti da alcuni Lettori eccellenti fra i più bei testi della letteratura internazionale.
Solo che all’improvviso iniziano a succedere degli ‘incidenti’ ai Lettori (che fino ad allora erano rimasti anonimi), e parte una campagna di stampa manovrata da non si sa chi contro la filosofia ‘totalitaria’ dietro le scelte del buon romanzo. La libreria infatti va a gonfie vele.
Unici italiani che l’autrice ha inserito nel suo ’scaffale ideale’ sono i libri di Fruttero e Lucentini, l’Iguana di Anna Maria Ortese e Tristano Muore: Una vita, di Antonio Tabucchi.
Ma il libro merita di essere letto soprattutto per le riflessioni che i due protagonisti, lo spiantato Van e l’ereditiera Francesca, si scambiano sul mondo dell’editoria e sulla loro passione comune: leggere.
Frasi che di sicuro un lettore Doc non può non condividere, come questa:
La letteratura è una mia grande passione, e in quanto appassionato soffro. Mi aspetto tanto da un romanzo. Sono rimasto così spesso deluso che da quasi dieci anni non mi arrischio più a prendere in mano una novità, aspetto che il tempo faccia la sua selezione.
Laurence Cossè
La libreria del buon romanzo
e/o
18 euro
infoweblibriit
13 set 2010 - 17:17 - #1E se la libreria del buon romanzo fosse una di quelle nostre piccole e medie librerie, che il consumismo e i mega-store rischiano di far scomparire?
Un suggerimento per tutti è imparare ad usare la tecnologia. Vederla non come nemica, ma come compagna.
Con il progetto Weblibri (http://www.weblibri.it/), il libraio ha la possibilità di migliorare la gestione del suo punto vendita, estendere il suo mercato realizzando un sito web sempre aggiornato, promuovere la propria libreria in rete e garantire una presenza on-line professionale.
Ad ulteriore garanzia della serietà ed affidabilità di WebLibri, più di un operatore del settore ha sposato il nostro progetto. E’ rilevante nominare, infatti, la nuova partnership di WebLibri con il più saggio dei database: LinkLibri.
LinkLibri (http://www.linklibri.net/) è’ uno strumento efficace che consente di ottenere l’aggiornamento di quanto pubblicato in Italia, il compagno di lavoro ideale per editori, librai, bibliotecari, enti e aziende
pediccia
25 set 2010 - 09:27 - #2pediccia
25 set 2010 - 10:29 - #3Sarebbe veramente bella una iniziativa del genere. Ideare librerie che a monte “filtrano” l’enorme massa di libri che invadendo letteralmente il mondo disorienta gran parte dei lettori con il risultato di scoraggiare la lettura (forse, in fondo, è proprio quello che si vuole!).
A mio avviso, bisogna veramente disciplinare il pianeta libri per far progredire la lettura anche se questo porterebbe alla riduzione di scrittori, editori, librerie con un calo, purtroppo, del lavoro, di profitti e altro.
Dunque quantità o qualità? Questo è il problema. Io penso che per il bene di tutti è meglio privilegiare la qualità anche se molti scrittori e poeti verrebbero esclusi (non fa niente se ci capito pure io). Ma non è più umiliante stare al 100.000 posto in classifica e beccarsi l’ironica battuta dell’acido amico che vedersi respinta l’opera subito in modo da dedicarsi ad altro? Purtroppo l’allettante mondo di oggi ci offre la possibilità di stare dentro vetrine dorate senza particolari problemi e noi accorriamo in fretta per far vedere agli altri come siamo bravi, che non siamo secondi a nessuno dimenticandoci che forse siamo insuperabili nel nostro lavoro, perfetti per tante cose, ma che, pur scrivendo bene, ripercorriamo per migliaia di volte strade già percorse e consumate da altri.
Dunque pochi saranno quelli che scopriranno vie nuove e scriveranno cose originali che forse non piaceranno a tutti, ma che hanno un intrinseco valore e non il valore distorto e soggettivo dell’autore forse annebbiato dall’edonismo e dal narcisismo.
Il punto è proprio questo: si avrà questo coraggio? Io penso di no e mentre i libri si accumulano, tristemente, uno sull’altro soffocando qualche bel libro di uno sconosciuto autore che non ha nessun santo in paradiso, la TV, Internet e tante altre cose si prendono gran parte del tempo che dovrebbe essere dedicato alla lettura, possibilmente “buona”. Ma il poco tempo rimasto non basta per godersi in pace un libro “bello e profondo”, bisogna evadere leggendo le misteriose sagre degli immortali, dei pallidi e sanguinosi vampiri, dei tenebrosi noir e affini e mentre si rifiuta gran parte del reale spesso ridicolizzando la poesia e anche i sentimenti più veri, ci isoliamo sempre di più dalla realtà bevendoci letteralmente il cervello. Ma noi siamo la nostra mente e se a molti non progredisce, che fine faremo?