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Letto in vacanza: Il silenzio dei chiostri, di Alicia Giménez-Bartlett

Pubblicato: 01 set 2010 da lara

copertina del silenzio dei chiostri Pensavo con Nido vuoto di avere letto tutte le avventure di Petra Delicado pubblicate in Italia e invece mi era sfuggito questo. Stavolta l’ispettrice più amata di Spagna si ritrova a indagare nel clima asettico e ovattato di un convento di suore. La vittima è frate Cristobal, trovato riverso nella cappella dove conduceva dei lavori di restauro sulla salma di un beato, ora scomparsa.

L’unica testimone, una senza tetto, sembra essersi dissolta e le ipotesi più strampalate sull’assassino si accavallano: psicopatico, vendicatore ossessionato dalla Storia, nostalgico della guerra civile. Una strana squadra affianca stavolta l’indagine di Petra e Grazòn: un frate, una suora, uno strizzacervelli borioso e le solite giovani agenti Sonia e Jolanda. L’ispettrice Delicado, però, è titubante rispetto alle congetture sull’uccisore (”Per me chi commette un delitto obbedisce a una spinta concreta, alle passioni umane, alle normali forze che muovono il mondo. Faccio fatica a credere a ciò che esula completamente dalla realtà comune.”)

Non è abituata Petra a sottostare a regole che non siano le sue e invece in questa vicenda dovrà imparare a muoversi in punta di piedi, perché i conventi sono mondi a parte, oasi indipendenti, dove a dire l’ultima parola non è la polizia, ma la madre superiora. Siamo sicuri, si domanda, che l’invidia, la meschinità, la paura, non riescano ad attraversare il pesante portone che divide le suore dal resto della società?

Il silenzio dei chiostri
Alicia Giménez-Bartlett
Sellerio, 2009
pp.527, € 15,00

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Profilo di bongiangela

    bongiangela

    03 set 2010 - 08:00 - #1
    0 punti
    Up Down

    Leggere la Bartlett e le avventure della sua Pedra Delicado é per me come tornare a casa ed assaporare il piacere di un costruttivo ozio. Il piacere di ritrovare le cose familiari e che ci rendono la vita piacevole. Così mi immergo nella lettura nemmeno per la curiosità di scoprire l’assassino, ma più per vivere insieme alla protagonista nei suoi luoghi e nei suoi mondi.

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