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La poesia è viva?

Pubblicato: 23 ago 2010 da Manila Benedetto

Si chiede un lancio di AdnKronos se la poesia sta morendo o è ancora viva. Si analizza la fenomenologia della poesia: da una parte la poesia-spettacolo, i reading e gli slam, dall’altra quello che non c’è più, la poesia impegnata e sociale di Pasolini.

In effetti, è attualmente assai difficile riuscire a pubblicare un libro di poesia, gli editori non prendono in considerazione i manoscritti dei poeti, e tranne i grandi nomi (che stanno ormai scomparendo uno dietro l’altro), di poesia si pubblicano solo i libri utili a scuola.

Mi sto chiedendo, allora, se la poesia viene letta. Se il problema siamo noi lettori, che non compriamo mai libri di poesia, o è colpa degli editori che non pubblicando la stanno uccidendo. Certo, ci sono poeti improvvisati, che mettono un “a capo” e fanno poesia, ma in giro ci sono anche delle ottime liriche che purtroppo si perdono nel marasma del “rifiutato” editoriale. Voi che ne pensate?

Foto | Flickr

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di hellster-stern

    hellster-stern

    23 ago 2010 - 20:58 - #1
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    Studio letterature in varie lingue ma la poesia (di qualsiasi genere ) non mi ha mai coinvolto, ancora ricordo come un incubo il Canzoniere del Petrarca e i poeti romantici inglesi (da tagliarsi le vene!).
    Un vantaggio della letteratura tedesca è che lì la poesia è di fatto “deceduta” con il 1933, non tutti i mali vengono per nuocere..

    Sì è un giudizio estremo, ma come dico sempre io: “la poesia è come l’eiaculazione precoce, dura troppo poco, mi lascia freddo e non mi diverto!” ;-)

  • Alberto65

    23 ago 2010 - 22:03 - #2
    1 punto
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    La poesia è una forma di letteratura che oramai appartiene a un altro tempo. Qualcuno la fa, nessuno la legge, molti la scrivono

  • Profilo di robo_

    robo_

    23 ago 2010 - 22:25 - #3
    -1 punto
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    Se è vero che la poesia in genere “vende” poco, è pur vero che la brutta poesia non vende affatto. Poetastri vari che mettono parole in fila indiana e pensano di aver scritto poesia pullulano oggi più che mai, grazie (o per colpa?) a internet. La poesia, quella vera, ha ancora molto da dire e non credo che appartenga al passato. Se poi non si ha la capacità di “ascoltare”, questo è un altro discorso.

  • bazu

    26 ago 2010 - 16:57 - #4
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    “Romanzi e film, nella loro inquieta modernità, ti sospingono avanti e indietro nel tempo, attraverso giorni, anni, generazioni addirittura. Mentre per condurre le proprie analisi e i propri giudizi, la poesia si tiene in equilibrio sulla punta di spillo dell’attimo presente. Decelerare, fermarsi anzi del tutto per leggere e capire una poesia assomiglia al tentativo di recuperare una tecnica superata, come la costruzione dei muri a secco o la pesca alla trota con le mani.”

    Così McEwan parla della poesia, a me queste parole piacciono molto, in parte quotano quanto detto da @Alberto65, io considero la poesia la massima forma di arte letteraria. Ad un poeta nulla è a disposione se non una manciata di parole: nessuna musica, nessuna immagine, nessuna possibilità di ritornare sull’argomento o eplicitarlo meglio (cosa che avviene in romanzi e saggi).

    Per Di Ruscio (poeta) fare poesia non è un mestiere ma un modo di essere. In questo senso penso che la poesia non possa morire e che dunque, tornando in-topic, non sia morta. Di certo è un genere commercialmente non appetibile e in un mondo in cui il valore di ogni cosa, arte compresa, si misura in termini economici, lo spazio che la forma d’espressione artistica in oggetto può trovare è assai esiguo.

    Credo che per capire la la poesia serva una maturità e uno sforzo che poco si sposano con la brama di intrattenimento che caratterizza la maggior parte delle persone ormai disabituate al lento e che dunque, per forza di cose, non sono dei “player” nel mercato dei consumatori di poesia.

    Altro bel discorso sarebbe da farsi sulla mediocrità delle produzioni poetiche odierne date dal proliferare di presunti poeti, ma è un discorso assibilabile all’eterno e solito “oggi ci sono molti più scrittori che lettori”.

  • messengero

    27 ago 2010 - 21:48 - #5
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    Bravo Robo, hai detto bene! Oramai non c’è più la capacità di ascoltare ma sia nel senso di “leggere” la poesia che nello “scriverla”. Io scrivo poesia ma non ho pubblicato nulla (ancora) perché riscontro molti problemi con le case editrici: c’è poca trasparenza e gli editori cambiano le carte in gioco come se nulla fosse (almeno nella mia esperienza). Sono alla ricerca di un editore ma la mia constatazione sulla poesia se è morta è presto fatta: se hai abbastanza soldi da spendere, la tua poesia può vivere qualche giorno altrimenti è morta già prima di nascere. La poesia se non è pubblicata rimane una lettera chiusa tra tanti fogli e ti logora l’ anima, ti danna… perché ce l’ hai lì e non puoi viverne… ce l’ hai dentro al cuore senza poterla vivere… senza poterne dire che è vita per te… senza poter dire che è vita per me…

  • Profilo di pediccia

    pediccia

    01 set 2010 - 11:55 - #6
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    La Poesia non è morta perché fa parte della vita. Semmai è in declino la poesia del passato. Non si può reiterare all’infinito la Poesia classica per il semplice motivo che sono superate le rime e tutti i suoi rigidissimi schemi. Non si può reiterare Dante mentre noi puntiamo addirittura a Marte. Stessa cosa per l’Arte: che senso ha riprodurre pappallescamente La Pietà di Michelangelo? Rimarrà un capolovaro per l’eternità mentre oggi si fa arte concettuale anche se non a tutti piace. Poi la facilità di comporre poesie senza regole (anche demenziali) e la moltitudine di presunti poeti ha nauseato un poco tutti. Succede anche per la narrativa anche se, di tanto in tanto, spuntano poeti e scrittori veri, ma la loro Arte è gradita solo se rompe con il passato, se è veramente innovativa. Un modo di ripristinare il fascino e l’incanto della poesia classica e nostalgica è quello d’inserirla, a tratti, nella narrativa di qualsiasi genere, anche nei gialli e affini. Per esempio nelle descrizioni o nei pensieri dei protagonisti, nei loro stati d’animo. Ovviamente lo scrittore “prosatore” deve essere anche un mezzo poeta altrimenti potrebbe venir fuori il ridicolo!Dunque non solo Poesia come la si intende normalmente e i testi poetici delle canzoni, ma frammista armoniosamente in tutto l’Universo dell’Arte e in tutti i contesti.
    Insomma rendere poetico l’intero Mondo (magari!).

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