La domanda non è retorica, e vi spiego il motivo. Perchè bisognerebbe conservare un libro quando lo si è letto una volta e probabilmente non lo si farà mai più in vita propria. Siate onesti: quanti dei libri che conservate avete ri-letto? Non credo moltissimi.
E non venitemi a dire che li si conserva perchè “se no che altro dovrei farci”? O perchè è bello avere una libreria ben fornita. Ecco, per questa seconda spiegazione ci sto: è come un ‘biglietto da visita’ di noi stessi, la nostra libreria. Che è appunto composta da libri che vogliamo tenere.
Ma la nostra libreria è anche composta da tutti i libri che abbiamo voluto scartare, pur essendoci incappati, magari. Io ho rivenduto al mercatino La solitudine dei numeri primi di Giordano, appunto, e chi mi farebbe notare che non ce l’ho, nei miei scaffali, di certo non farebbe una bella figura con me.
Non sto però parlando solo di questo. Io credo di aver conservato nel tempo dei libri che in qualche modo sono riusciti a dire qualcosa di me. Ebbene sì, dei libri dietro le cui storie c’è anche un po’ la mia, in cui mi sono riconosciuta, come in un sogno bizzarro che però, allo specchio, somiglia al mio percorso esistenziale.
Ma i motivi ovviamente possono essere i più diversi. Qual è il criterio che usate voi?
robo_
24 ago 2010 - 10:04 - #1Non conservo molti libri, da un lato perché stanno nell’eReader, dall’altro perché periodicamente li regalo alle biblioteche (soprattutto quelle comunali o gestite da associazioni culturali). I libri cartacei che conservo o sono quelli che mi servono per consultazione o qualcuno che so che potrebbe servirmi. Sono sempre per l’idea della condivisione della cultura, a tutti i livelli.
camillacan
24 ago 2010 - 10:14 - #2Io li conservo perché sono un ricordo: di un momento della mia vita, di un umore particolare, di una passione momentanea per un certo genere o per un certo autore. Alcuni li risfoglio e magari mi rendo conto di ricordare la storia benissimo o di non ricordare nemmeno di averlo letto oppure no.
Sono ricordi. Belli o brutti, ma pur sempre ricordi.
morley
24 ago 2010 - 10:19 - #3La mia libreria parla di me. Ci sono dentro le mie passioni e i miei sogni. Le fasi che ho attraversato, gli interessi, le ricerche che ho svolto nel tempo. Metto sempre la data di inizio e fine di un libro, quindi posso ricostruire percorsi. Segno sempre con la matita le frasi che mi hanno colpito, aggiungo commenti. Diventano un diario delle mie emozioni.
Ci sono dentro anche i miei amici, nei libri che mi hanno regalato nel tempo (tutti rigorosamente con dedica e data).
E come nella vita, ci sono i miei errori. Libri che non avrei dovuto comprare o voluto in regalo. Ma che ho letto comunque perchè non credo esista un libro che non meriti di essere letto, anche per poi dire solo “non mi piace”…
…e non butterei nè regalerei nè rivenderei mai niente.
Obsidian
24 ago 2010 - 11:58 - #4io li conservo perché sono gelosa: ognuno di quei libri mi ha insegnato qualcosa, in un modo o nell’altro, e siccome sono abbastanza avida, in quanto non voglio condividere ciò che ho appreso con nessuno (ahimè! non ci posso fare nulla!), li tengo e li sfoglio di tanto in tanto anche solo per ricordarne il contenuto e ricordare che ciò che so, lo devo anche a loro. e poi, oh! li ho pagati e ho speso tanti soldi (cosa di cui non mi pento) per acquistarli e crearmi la “biblioteca” dei sogni. u.u I libri sono come una seconda anima, per me: perché mai non dovrei tenerli?
fingam
25 ago 2010 - 09:06 - #5io ho ricominciato proprio quest’anno a recuperare i libri letti 15-20 fa che giacevano in cantina. L’ho fatto un po’ per smettere di spendere tutti quei soldi in libri “che leggo una volta sola” (ad esempio a differenza di un cd che ascolto decine di volte, magari anche di più). Inoltre voglio vedere che effetto mi fanno adesso gli stessi racconti che una volta mi avevano tenuto incollato alle pagine. Per il momento l’effetto è abbastanza buono. Diciamo che un paio li ho finiti proprio perché non erano chissà che libroni, mentre altri più corposi (parlo di 7-800 pagine) per mia fortuna mi sono piaciuti ancora tantissimo.
Certo che il mio libraio di fiducia non sarà molto contento.
Riccardo Finesi
25 ago 2010 - 10:41 - #6Conservo i libri perché una volta letti diventano parte di me, sono come uno specchio.
whatsgoingon
25 ago 2010 - 13:43 - #7il mio “criterio” è molto semplice: prendo tutti i libri che mi interessano o mi servono in biblioteca o al massimo me li faccio prestare. nella mia libreria ci sono solo i libri che mi sono stati regalati (per fortuna molto pochi) da persone che comunque non conoscono i miei gusti e che formano un’accozzaglia eterogenea. se dunque una libreria rappresenta una sorta di “biglietto da visita”, nel mio caso è il biglietto da visita di uno schizoide con personalità multiple, nessuna delle quali in realtà sono io.
Costantino .
25 ago 2010 - 13:53 - #8Anche per me hanno un valore affettivo, molti. Anche se non penso sia sbagliato prenderli in biblioteca/in prestito. ;)
Sonnenbarke
25 ago 2010 - 16:57 - #9Conservo i libri che hanno un valore affettivo, o che mi piacerebbe rileggere, oche mi potrebbero servire in futuro. Anche io come Robo sono per la condivisione della cultura. Dunque i libri che non rileggerò li scambio su Bookmooch oppure li libero con il bookcrossing. O magari anche li regalo, se so che qualche amico/a li vorrebbe leggere :-)
trilli13
25 ago 2010 - 21:52 - #10io “amo” tutti i miei libri. Belli o brutti che siano. raccontano di me e delle mie passioni, di un certo momento della mia vita, dei miei gusti, delle passioni e dei sogni.
ora è la prima volta che cerco di vendere un libro che non mi è piaciuto, ma a malincuore perchè anche se non mi è piaciuto è comunque mio. Con quello che ricaverò ne prenderò un altro, migliore. :)
nekros
26 ago 2010 - 10:26 - #11Puro senso estetico, mi piace vedere lo scaffale traballante di libri… Ho questa mania… xD
LadyAileen
26 ago 2010 - 22:18 - #12Io conservo solo i più belli. ^_^ Gli altri li vendo.