
Come fare per scegliere un libro tra i molti che ci sono in libreria? Se non avete letto una recensione che vi ha dato delle indicazioni, se non avete avuto nessun amico che vi ha dato qualche consiglio (non ci sono più gli amici di una volta!), se non sapete nulla del libro che vi sta davanti e che vi intriga ma non ne siete proprio sicuri, allora leggete pagina 69 per fugare ogni dubbio.
Stando al grande Marshall McLuhan (1911-1980) sociologo canadese, la pagina 69 di un libro è indicativa dello stile dell’autore: le prime pagine, infatti, servono solo ad accalappiare la vostra attenzione e lo stesso dicasi per le ultime. Statisticamente parlando, quindi, pagina 69 è un buon punto per apprezzare l’autore e il suo modo di scrivere. Poi la pagina 69 è abbastanza vicina agli inizi per non rovinare eventualmente la sorpresa finale. Potrebbe anche succedere che a pagina 69 di un libro brutto ci sia un passaggio interessante o, viceversa, sia la pagina più brutta di tutto un romanzo o ancora che sia insignificante come tutto il resto del libro… ma in mancanza di ulteriori suggerimenti, un aiuto statistico-letterario è ben accetto, non trovate? Il problema si potrebbe porre per quei libri che hanno poche pagine (in questo caso scegliete un’altra pagina!) o per quei mattoni per i quali pagina 69 potrebbe essere quasi l’incipit. Ma non andiamo troppo per il sottile!
Se poi vi va di leggere l’opera di Marshall McLuhan che sostiene questa teoria (e, più in generale, analizza gli effetti dei mass media, soprattutto della stampa, sulla cultura europea e sulla coscienza umana), procuratevi il libro La galassia Gutenberg. Nascita dell’uomo tipografico (l’ultima edizione italiana è del 2006 ne La biblioteca di Repubblica, con prefazione di Marco Belpoliti e introduzione di Gianpiero Gamaleri)
Infine, se la pagina 69 non vi convince e volete fare un’altra prova, potete leggere pagina 99, sulla scorta di una frase dello scrittore Ford Madox Ford (1873-1939): “Apri il libro a pagina 99 e leggi: ti verrà svelata la qualità di tutto il testo”.
Foto | Flickr
fingam
18 ago 2010 - 08:55 - #1Non c’entra moltissimo con questo articolo, ma mi hai fatto venire in mente che mio padre, seguito poi a ruota da mia sorella, era solito scrivere il prioprio nome e cognome a pagina 47 di ogni libro, come segno di riconoscimento.
robo_
18 ago 2010 - 08:59 - #2@fingam: un po’ il metodo che si usa nelle biblioteche in cui su determinate pagine c’è il timbro della biblioteca ;)
#Francy_
18 ago 2010 - 09:36 - #3simpatico metodo
ci proverò ;)
kolobos
18 ago 2010 - 11:53 - #4A chi interessasse, al link indicato c’è la p. 69 del libro di McLuhan citato, ma è quella dell’edizione italiana. Chi ha la p. 69 dell’edizione originale inglese?
http://books.google.com/books?id=xsmGLDcQQecC&lpg=PA174&dq=La%20galassia%20Gutenberg%20%3A%20nascita%20dell’uomo%20tipograf&hl=it&pg=PA69#v=onepage&q&f=true
Sara Bauducco
18 ago 2010 - 12:00 - #5Simpatico questo pezzo!
L’ho linkato in una mail agli iscritti del gruppo Spazio Libreria che si trova su facebook. Ho voluto fare la prova anche io e aprire a pagina 69 alcuni libri che mi han dato da leggere per lavoro… ma non svelo il “responso”!
Buona lettura, qualunque sia il libro tra le mani.
Obsidian
18 ago 2010 - 14:44 - #6oh! finalmente un metodo per scegliere un libro! sarà sciocco, forse inutile o forse no, (chi lo sa’!) però ci proverò perché ogni volta è una croce per scegliere un libro!
ValentinaDe
18 ago 2010 - 21:52 - #7Curioso! Farò un po’ di verifiche!
LadyAileen
18 ago 2010 - 23:21 - #8Devo provare anch’io. ^_^
pediccia
02 set 2010 - 18:21 - #9Per amor del cielo non fate così! Demandate al caso la scelta dei libri, “il pane della mente”. Mentre essi sono il frutto di mondi e di visioni del mondo che ci migliorano e ci fanno cresere anche se, di tanto in tanto, sbagliamo nella scelta.
Dobbiamo sceglierli con intelligenza e coerenza senza però dare eccessivo credito alla pubblicità. Rimanere delusi per qualche libro è normale, così come per tutto e ricordiamoci che non sempre la moltitudine sceglie i capolavori. Cercando, meditando e frugando possiamo trovare qualche piccolo capolavoro; è il piacere della scelta e lo straordinario pensiero che lo sconosciuto poeta o scrittore l’abbia scritto solo per noi. Il fascino eterno della scrittura che comunica e integra!