L'Aquilifero. Da libro autoprodotto a un contratto con Piemme

aquilifero“L’Aquilifero” questo il titolo del libro, nasce nel 2005, quattro anni dopo la stesura delle prime righe e due anni dopo l’inizio delle ricerche di un editore. È stato un libro autoprodotto in poche copie attraverso una di quelle piccole case editrici a pagamento. Fortunatamente per me, ho trovato un “mecenate” che si è innamorato del libro e lo ha voluto sponsorizzare in quanto il prezzo era davvero esoso e io non avrei mai potuto affrontare la spesa”.

Così parla Massimiliano Colombo, autore di L'Aquilifero, un romanzo storico autoprodotto e grazie al quale l'autore è riuscito a ottenere un contratto con una 'vera' casa editrice, Piemme. Il libro ci è stato segnalato nei commenti ad un nostro post, da Fingam (grazie Fingam!).

Qual è l'elemento che conta di più per farsi conoscere: passaparola, segnalazione su social network, link a pagamento, comunicati stampa a siti specializzati o altro?

Al momento della pubblicazione volli mettere un indirizzo di posta elettronica per i contatti dopo la prefazione. L’editore mi sconsigliò di farlo per evitare di ricevere eventuali feedback negativi ma io insistetti e così l’indirizzo venne messo nel libro. Ed è proprio a quell’indirizzo che mi sono arrivati entusiastici commenti e contatti. Tra questi una persona si è offerta di crearmi il sito: www.aquilifero.it che poi ha fatto da guida a tutti gli altri.

Ci racconti.

La persona in questione è tra i primi organizzatori di fiere militari in Italia e quindi conoscitore anche dell’editoria del settore storico. Lentamente nel web si è sparsa la voce e così, visto l’entusiasmo dei lettori ho cominciato a raccogliere sempre più materiale nel sito e a scriverne un secondo e poi un terzo.

Ma immagino non si sarà fermato lì per farsi conoscere.

“No. Infatti ho cominciato a spedire nuovamente i manoscritti a diverse case editrici senza avere una risposta. Una libreria di Milano si era offerta, alla mal parata di auto produrre il secondo libro nel caso non avessi trovato un editore ma io non ne volevo sapere di rifare la trafila della prima volta, così ho aspettato fino a quando il realizzatore del sito non mi ha chiamato dicendomi: “Ho chiamato Piemme e ho detto loro di non farsi perdere i tuoi lavori, mandagli una copia che la stanno aspettando.”

E così è stato.

“Sì perchè un mese dopo Piemme mi ha telefonato: voleva i miei libri. Quando ho riattaccato il telefono mi sono seduto e ho chiuso gli occhi ripensando a tutte le porte chiuse e a tutte le volte che avrei voluto lasciar perdere. Poi mi sono commosso ripensando ad una frase di Napoleone: “Chi vuole fortemente e costantemente riesce sempre.”


Quali consigli si sentirebbe di dare a chi aspira a far conoscere un libro autopubblicato ai lettori?

“Credo di fondo, che il libro per essere notato, debba avere contenuti. L’Aquilifero è un libro che raggiunge il cuore della gente. L’Aquilifero ha avuto una sorta di forza magica. In realtà delle poche copie finite nelle librerie qualcuna ha raggiunto delle persone strepitose. Appassionati, storici, esperti, rievocatori, archeologi, professori e semplici entusiasti colpiti delle imprese da me narrate. Ognuno di loro si è emozionato per quelle pagine e ognuno di loro mi ha restituito l’emozione dandomi la forza di andare avanti”

Qual è il complimento più bello che ha ricevuto sul suo romanzo?

“Un signore che mi ha scritto: "Ho avuto modo di rileggerlo 4 volte dall'estate del 2007 (quando la mia ragazza di allora me lo regalò acquistandolo alla Libreria Militare di Milano - dietro consiglio dei preparati ragazzi che ivi lavorano e debbo confessarLe che è uno dei migliori romanzi storici che abbia letto. Il Suo messaggio di fondo, ciò che vuole trasmettere, ben traspare dalle pagine dell'opera. Emozionante. Commovente. Lirico". Oppure un altro: Le auguro quanta più fortuna possibile nel prosieguo della Sua carriera letteraria, sperando che la miopia degli editori italiani non Le impedisca di volare."

  • shares
  • +1
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: