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Rileggendo “E venne chiamata Due Cuori” di Marlo Morgan

Pubblicato: 09 ago 2010 da Roberto Russo

Rileggendo �E venne chiamata Due Cuori� di Marlo Morgan

E venne chiamata Due Cuori di Marlo Morgan è la nostra proposta di rilettura. Il romanzo autobiografico della Morgan ha avuto un notevole successo editoriale negli USA e in Italia sono stati venduti circa 600.000 esemplari del libro. La narrazione, classificabile nella corrente “new age di qualità”, ripropone il tema del viaggio come esperienza catartica e come mezzo per una completa metànoia spirituale e umana.

Marlo Morgan viene invitata a lavorare in Australia dove non può non essere colpita dalle condizioni in cui vivono gli aborigeni. Per lei, americana, l’emarginazione in cui versano i nativi australiani ha dello sconvolgente, ma ancora più spiazzante è notare come colleghi di alta scolarizzazione considerino gli aborigeni degli inetti, incapaci di produrre cultura e destinati, proprio per questo, all’estinzione. La Morgan decide allora di prendere contatto diretto con gli “uomini veri”, gli aborigeni, appunto, restandone affascinata. Dopo un lento e doloroso processo di purificazione sotto la guida attenta della tribù da cui viene adottata, Marlo apprende l’arte segreta di vivere in condizioni estreme senza dover cedere di fronte all’asperità della natura, generosa, sì, ma severa.

I numerosi detrattori del libro hanno sottolineato delle patenti incongruenze nella narrazione, soprattutto quando vengono descritte le abitudini degli aborigeni. Ciò non toglie, però, che la lettura - o rilettura - del libro, risulti piacevole e lasci nel lettore il desiderio di perdersi un po’ negli outback australiani dove gli orizzonti estesi e irraggiungibili permettono all’uomo contemporaneo un rapporto fertile con la vastità del territorio.

Marlo Morgan
E venne chiamata Due Cuori
BUR, 2008
ISBN 9788817020893
pp. 219, euro 8,50

Foto | Talk Is Cheap*

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