Ebook in italiano: intervista a Marco Ferrario di BookRepublic

Marco Ferrario di BookRepublic

Da qualche settimana è attivo un nuovo store online per la vendita di eBook in lingua italiana: si tratta di BookRepublic che, come leggiamo sul sito, vende (e distribuisce) gli epub dell'editoria indipendente italiana. BookRepublic è un progetto di DigitPub, società fondata da Marco Ferrario e Marco Gezzi.

A Marco Ferrario (in foto – 16 anni in Mondadori, Direttore generale di Harlequin Mondadori, Responsabile Business Unit Mondadori Informatic a& New Media, Radio101, Board di Attica Pubblication, Amministratore delegato di Sperling & Kupfer) abbiamo rivolto alcune domande sia sulla piattaforma di BookRepublic sia sugli eBook in generale.

Visto che parliamo di versioni “moderne” di libri, iniziamo con una domanda dal sapore antico: “Del perché, del come e del quando principiò BookRepublic”.
BookRepublic nasce dall’incontro con alcuni editori e dalla loro adesione entusiastica all’idea di creare un distributore digitale e una libreria online a loro dedicati. Indipendenti, trasparenti e fuori dal soliti regimi controllati.

Logo del sito BookRepublic
Come si colloca BookRepublic in merito agli altri (pochi) store online italiani per eBook?
Al momento, riteniamo di essere gli unici ad avere un gruppo di editori che assicura un’offerta di grande qualità. BookRepublic è due cose: una libreria online e una piattaforma di distribuzione. Quest’ultima è una centrale di servizi per aiutare gli editori a fare pratica in rete e a gestire direttamente le politiche commerciali e di marketing. Lo store è uno di questi servizi: nasce per mettere in contatto diretto le case editrici con i propri lettori e fare in modo che imparino ad ascoltarli con attenzione. Noi conosciamo molto bene sia il contesto digitale sia il mestiere dell’editore (lo siamo stati per anni), cos’è e come si fa un libro. Agli editori questo piace e li rassicura.

In base a quali criteri scegliete i libri che vendete sul portale?
Come ho già detto, scegliamo gli editori; e gli editori scelgono noi. Stabilita la relazione, la politica commerciale, incluso l’assortimento dell’offerta, lo decide l’editore. Noi forniamo criteri utili per la scelta.

Quale è la vostra politica in merito ai DRM [Digital Rights Management, ndr]?
Anche questa lasciamo che siano gli editori a deciderla. Noi consigliamo un social DRM, un exlibris che si visualizza nel frontespizio e associa un numero di transazione all’utente che ha acquistato. Nessun vincolo particolare all’utilizzo del file acquistato; solo una tracciabilità degli utilizzi. Peraltro, avvertiamo con chiarezza gli editori che anche questa forma di protezione, come qualsiasi DRM oggi sul mercato, è crackabile. Apparteniamo alla scuola che dice che il vero DRM è il prezzo: ogni libro ha un suo pubblico disponibile a pagarlo, se il prezzo è troppo alto i lettori cercheranno forme alternative all’acquisto.

Quanti editori hanno aderito al vostro progetto? E, al momento attuale, quanti eBook in lingua italiana sono disponibili su BookRepublic?
Al momento, 46 editori con circa 500 titoli.

È troppo presto per fornire qualche dato sulle vendite? C'è qualche dato interessante?
Sì, è troppo presto; esistiamo solo da qualche settimana. Di segnali molto interessanti, però, ce ne sono. Ci sono molte discussioni tra i lettori sui livelli di prezzo proposti (non sul pagare o meno un prezzo): abbiamo già il caso di un editore che ha modificato i prezzi anche in base a rilievi fatti in alcuni post. Abbiamo venduto in 15 giorni almeno una copia di più della metà dei titoli in catalogo, quindi anche noi dovremmo posizionarci con una coda lunga. Rispetto alla dimensione dell’offerta continuiamo ad essere stupiti dal numero di ordini: c’è evidentemente una domanda da soddisfare.

Una delle prime argomentazioni che viene addotta da chi non storce il naso sugli eBook è che “ama” l'odore della carta. A parte il fatto che spesso la stampa e la carta sono di pessima qualità, non è però forse un po' vero?
Appartengo a coloro che avranno visto sì e no una o due persone annusare un libro. Detto questo, il digitale è solo un’opzione in più, non un’alternativa: aggiungere qualcosa senza togliere nulla è un’operazione che in genere a me piace molto. Oltre alla storia di chi ama l’odore della carta, poi, raccontiamo, ad esempio, anche quella dei libri in attesa di ristampa che ora possono tornare ad essere letti.

E poi, noi oggi conserviamo libri di quattro/cinquecento anni fa: chi ci assicura che fra tot anni un'opera pubblicata in eBook sia ancora fruibile?
Quello della conservazione è un problema molto grande, perché ha un costo: la conversione verso formati sempre più evoluti. Tuttavia, come sono nati gli archivi e le biblioteche e le normative che impongono agli editori l’invio ad essi di copie per la conservazione, si troveranno soluzioni analoghe. Escludo che l’umanità rinunci a tenere il segno della propria memoria.

Un'altra lamentela contro gli eBook viene dal fatto che gli eReader costano troppo e, in estrema sintesi, permettono “solo” di leggere libri: quanto tempo trascorrerà, secondo lei, prima che gli eReader raggiungano prezzi più accessibili?
Beh, è bastato che uscisse l’iPad e, in soli tre mesi, Kindle e compagni sono arrivati a costare poco più di 100$. Un reader e-ink già oggi, a mio avviso, ha un prezzo accessibile. Per l’iPad e per chi lo imiterà ci vorrà un po’ più di tempo e comunque costerà sempre un po’ di più dei reader e-ink; perché serve, appunto, a più cose.

Sebbene ci siano iniziative interessanti, in Italia gli editori sembra siano un po' intimoriti dall'eBook. Secondo lei a cosa è dovuta questa paura?
Lo sono soprattutto i grandi editori, terrorizzati di ripetere errori già visti in altri settori dell’industria dei media e dell’entertainment. Il passaggio da un modello di business a un altro in presenza di discontinuità tecnologiche è sempre stato un problema enorme per qualsiasi industria, in qualsiasi epoca. La paura deriva dalla consapevolezza di essere a rischio di esistenza nel medio termine.

Roberto Santachiara, uno dei maggiori agenti letterari italiani, ha invitato i suoi autori a non dare il permesso per la versione eBook dei loro libri perché i diritti che ne percepirebbero sono troppo bassi; dall'altro lato abbiamo Stieg Larsson che vende un milione di copie su Kindle. Insomma, per l'argomento eBook c'è confusione? Paura? Disinteresse?
C’è enorme confusione e moltissimo interesse. La confusione deriva dal fatto che gli esempi che ci giungono dall’unico mercato già oggi esistente e in rapidissima crescita (gli USA), ci narrano di ruoli in via di ridefinizione. Finora era chiaro e certo chi faceva cosa lungo tutta la filiera del libro: autori, agenti, editori, distributori, retailer. Questa certezza è sparita e nei fatti assistiamo a pesanti invasioni di campo: quella di Wylie è solo l’ultima della serie. Non si capisce più chi fa cosa e questo genera moltissima attenzione tra gli addetti ai lavori e interesse a chi ama il libro. In questa prospettiva, il fatto che Santachiara voglia una fetta di torta più grande, non stupisce. Personalmente, però, trovo i ricatti un modo poco elegante di sedersi a un tavolo. Forse avrebbe più senso fare che non fare, capire una volta per tutte che anche se le mediazioni di agenti, editori e distributori sopravviveranno, gli autori avranno comunque una relazione diretta con i propri lettori che mai prima d’ora hanno sperimentato. Altri agenti nostrani, ben più illuminati, l’hanno capito e stanno facendo.

In questi giorni è partita un'iniziativa per chiedere l'abbassamento dell'IVA sugli eBook al 4% come per i libri cartacei ma, com'è normale, c'è anche chi si è schierato contro questa campagna: qual è il suo punto di vista?
La distinzione tra servizio e prodotto, che sta alla base del diverso regime IVA, la fa il fisco, ma non la fanno i lettori. Questo basta a dire quanto la differenza di IVA sia strumentale.

Per concludere: dica ai lettori di BooksBlog tre motivi per cui vale la pena di leggere un libro in eBook e altri tre motivi per cui l'eBook che leggeranno dev'essere acquistato su BookRepublic.
Dico che vale la pena di leggere un libro in più; se è in formato digitale, meglio. Compratelo dove volete, ma venite a farvi un giro anche su BookRepublic.


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