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Amazon: Stieg Larsson vende un milione di copie in eBook. In Italia, intanto...

Pubblicato: 29 lug 2010 da Roberto Russo

Stieg Larsson vende un milione di copie in eBook. In Italia, intanto...

Per il mondo degli eBook è tutto un ribollir di tini, per dirla con Carducci. La prima buona notizia viene da Amazon: Stieg Larsson è il primo scrittore che ha venduto un milione di copie sul Kindle. Cifre importanti, per gli eBook: non solo più qualcosa di nicchia.

I dati di vendita dell’autore svedese pare non convincano gli scrittori italiani: Roberto Santachiara, uno dei principali agenti letterari italiani (nella sua scuderia figurano Wu Ming, Carlo Lucarelli, Roberto Saviano, Simona Vinci, Valeria Parrella, Letizia Muratori, Giordano Bruno Guerri, e, fra gli stranieri, Stephen King, Thomas Pynchon, James Ellroy, Jeffery Deaver, Ian McEwan, James Hillman) ha scritto ai suoi autori invitandoli alla massima prudenza per quel che riguarda gli eBook. Motivo? Pecunia sonante:

Ho ragionato sulla migliore offerta ricevuta per quanto riguarda i diritti d’autore sugli e-book. Un’offerta, peraltro, standard: perché quasi tutti gli editori, soprattutto i tre grandi gruppi italiani, si orientano sulla stessa ipotesi. Ovvero: nessun nuovo anticipo per l’autore, e una royalty attorno al 25%. Ma sul netto defiscalizzato, e non sul prezzo di download […] In un accordo serio, l’autore dovrebbe prendere il 50% e suddividere i proventi netti con l’editore. Altrimenti, bisognerebbe mettere in copertina il nome del maggior beneficiario dell’operazione, e scrivere che il romanzo in questione è firmato da Carlo Lucarelli e dall’Ufficio IVA.

Al di là dell’idea romantica, un libro è anche questo. Quello che però mi sembra opportuno notare è che i tre grandi gruppi italiani si orientano sulla stessa ipotesi: mentre Larsson vende un milione di eBook su Amazon, in Italia stiamo ancora nel campo delle ipotesi.

Altro argomento che riguarda l’eBook è la campagna sull’IVA al 4%, di cui vi abbiamo parlato (al momento attuale l’IVA sugli eBook è al 20%). Il problema è difficile da inquadrare in maniera completa perché sono da prendere in esame varie (per esempio: il diritto di resta che, con gli eBook, di fatto decade). Stimolante, in questo senso, la riflessione di Mario Guaraldi, fondatore dell’omonima casa editrice:

L’eBook, col suo contenuto immateriale, ripropone a tutto il sistema editoriale, in maniera non ambigua, la sua natura di servizio culturalmente rilevante offerto alla cittadinanza, a partire dal mondo della Scuola: non solo la sua natura di merce, che tuttavia non è estranea neppure al mondo degli ebook, senza scandalo per nessuno […] Sarebbe tempo di invocare una vera Costituente del Libro tout-court […] perché un libro è un libro in qualunque forma si presenti, è il suo contenuto non la sua forma.

Ultima nota, riguardante gli eReader: quelli che hanno raggiunto il mercato globale nel secondo trimestre 2010 sono stati 1.35 milioni (contro le stime iniziali di 2.02 milioni di unità); si prevede che nella seconda metà del 2010 si dovrebbe raggiungere la somma 7 milioni di macchine.

Tutto questo discutere e chiosare sull’eBook lo trovo interessante dal momento che si inizia a parlare di qualcosa che effettivamente c’è.

Foto | Flickr

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di kolobos

    kolobos

    29 lug 2010 - 09:05 - #1
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    C’è un aspetto che non ho mai trovato esaminato nella discussione pro e contro gli e-book. Si confrontano prezzi, distribuzione, facilità di lettura, velocità di consultazione… Si sottolinea anche il “fascino imperituro” dello sfogliare un libro, il piacere del toccarlo, del sentire il profumo della carta stampata… Però non si ricorda mai, o quasi, il piacere di regalare un libro. Riusciremmo a trasmettere e provare le stesse emozioni donando o ricevendo in dono un file digitale? E per chi pensa anche, e giustamente, in termini commerciali, non dimentichiamo che una buona fetta dell’attuale mercato librario cartaceo (specie nel mese magico di dicembre) si basa proprio sull’acquisto per regalo.

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    29 lug 2010 - 15:02 - #2
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    L’industria del libro sta commettendo tutti gli errori che dieci anni fa ha commesso l’industria discografica. Come puoi vendere un file a 10 dollari? Voglio dire; ho cercato su Amazon “La ragazza che giocava con il fuoco” sia in edizione cartacea che in edizione Kindle. Il cartaceo costa 8 dollari (senza contare l’usato che costa anche meno), il Kindle 12 (e ovviamente non c’è usato). E questo accade per qualsiasi titolo. MA COME E’ POSSIBILE??!! Non è vero che il libro è solo il suo contenuto. La carta ha dei costi, così come la stampa, la rilegatura, il trasporto dei libri nei negozi e la gestione stessa dei negozio. Il libro digitale ha costi decisamente inferiori e celo fanno pagare di più. Vogliono farmi comprare qualcosa di immateriale a un prezzo quasi doppio del libro normale? Ma sono folli!
    Tra poco più di un anno l’industria del libro si troverà con gli stessi problemi di quella del disco: calo di vendite e pirateria. E poi avranno anche il coraggio di lamentarsi.
    E pensare invece a fare una sorta di abbonamento a tipo 5 dollari al mese no? Basterebbe dare dei file che scompaiono dopo un mese o qualcosa del genere. Siamo ancora in una logica di vendita antica, basata su “tanto al pezzo”, ma questa logica con i nuovi beni immateriali non può essre applicata. Mi piace molto l’idea dei libri digitali, ma se mi piace veramente un libro lo compro con pagine, copertina e tutto il resto. No?
    Ma scusate, sono l’unico che la pensa così? Nessun altro pensa che sia un’enorme truffa?

  • Profilo di robo_

    robo_

    29 lug 2010 - 15:17 - #3
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    @clauderouges: un libro, però, non è solo il supporto (cartaceo o digitale che sia). Premesso che trovo assurdo che un eBook costi più del cartaceo, bisogna considerare il lavoro dell’autore che non cambia se il libro è cartaceo o digitale; un libro digitale è vero che non ha costi di magazzino, ma ha costi di realizzazione, che, sebbene più bassi della stampa, sono pur sempre costi. Molti editori sbagliano senza dubbio nell’approcciarsi al discorso eBook, ma molti lettori forse partono un po’ con il piede sbagliato…

  • Profilo di kolobos

    kolobos

    29 lug 2010 - 16:04 - #4
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    @robo: All’autore dell’opera va al massimo il 10% del prezzo di copertina. non è certo la voce più significativa dei costi. Il problema è che anche l’approccio ai diritti d’autore è di tipo inadatto alle nuove tecnologie. Calcola che gli editori cedono ai distributori i libri con sconto del 55-60% sul prezzo di copertina, quindi i libri digitali dovrebbero costare al massimo il 40% di quelli cartacei.

  • Profilo di robo_

    robo_

    29 lug 2010 - 16:17 - #5
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    @kolobos: la percentuale dei diritti d’autore è diversa tra cartaceo e digitale, come è diverso il prezzo. Infatti i diritti per il digitale vanno rinegoziati

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    29 lug 2010 - 17:13 - #6
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    @robo: non ho detto che il digitale non ha valore, ma ceh non possono farmi pagare tanto a libro. Prova a pensare ai libri che possiedi e che hai letto più di una volta. Sono davvero pochi. La maggior parte dei libri li leggiamo una sola volta e poi la loro funzione è tuttalpiù decorativa. Stanno bene nella libreria. Hanno delle belle copertine ecc. Quando avrò letto un libro digitale cosa ne faccio? Lo tengo nel Kindle per l’eternità? Pago 10 euro per qualcosa che nella maggior parte dei casi non leggerò mai più. E’ ancora peggio che con i dischi.
    Quello che mi fa arrabbiare è che si continua a parlare di pirateria ma nessuno sembra avere imparato nulla dagli errori fatti in passato e nessuno sembra parlare seriamente della politica dei prezzi di questi eBook.

  • Profilo di robo_

    robo_

    29 lug 2010 - 17:20 - #7
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    @clauderouges: sul prezzo dei libri, hai ragione: manca una politica. Sui libri nell’eReader: bè, hai più spazio in casa ;)

  • Osservatore

    29 lug 2010 - 18:40 - #8
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    Notavo, leggendo qui e là su web, che comunque è richiesta una percentuale agli editori che decidano di farsi “distribuire” (sì, anche nel digitale c’è la distribuzione di mezzo, a meno delle soluzioni di “fai da te”, con le quali dubito però si riesca ad arrivare a ibs o simili). Si parla di percentuali attorno al 40%.
    Ora, da ‘gnurant, ho provato a vedere le percentuali trattenute su un libro sia nel digitale sia nel cartaceo (senza contare i costi in comune, ad esempio il “costo-persona” per chi cura il testo o lo impagina/crea il testo in digitale, i costi per la copertina e tanti altri), e salta fuori questo:

    CARTACEO
    distribuzione: 55/60%
    stampa: 15/20%
    iva: 4%
    Totale: 74/84% - diciamo 80% per tagliare la testa al toro, sapendo che è un numero che può oscillare di qualche unità.

    DIGITALE:
    distribuzione: 40%
    stampa: 0%
    iva: 20%
    Totale: 60%

    Le percentuali “trattenute”, a ben vedere, non sono poi tanto differenti, o comunque non così tanto da giustificare la vendita del digitale a un terzo del prezzo cartaceo, e forse anche a metà (sebbene anche a me il rapporto “uno a mezzo” sembri esagerato: non comprerei mai un ebook a 10 euro quando il cartaceo costa 20… Ok che nemmeno comprerei il cartaceo per 20 euro, in effetti, ma di questo si può discutere all’infinito è non è questa la discussione adatta!)

    Ora, ammesso di non star dicendo fesserie, qualcuno ha voglia di provare a fare un calcolo partendo da un dato: l’editore prende 5€ a copia venduta. A che prezzo dovrà essere venduto un libro cartaceo, un ebook con iva al 20% e un ebook con IVA al 4%?

  • Profilo di clauderouges

    clauderouges

    29 lug 2010 - 18:53 - #9
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    In realtà il cartaceo costa spesso meno di 20 euro. Soprattutto su Amazon. Poi per il cartaceo c’è sempre l’opzione “usato”.
    Anceh i quotidiani costano troppo: su Kindel l’abbonamento a un quotidiano è circa 20 dollari al mese, poco meno del giornale di carta.
    Poi non so voi ma io quando compro un libro lo compro anche per avere l’oggetto, non solo il contenuto intellettuale. Nel caso invece in cui debba semplicemente leggere qualcosa normalmente uso la biblioteca. Secondo me l’eBook sostituisce più la biblioteca che il collezionismo. Per questo sostengo l’ipotesi dell’abbonamento. Mi sembra l’unico modo perché questa tecnologia possa davvero prendere piede. O al limite con prezz idavvero irrisori, tipo 2 o 3 euro a libro, coem se fosse un noleggio.

  • Profilo di kolobos

    kolobos

    29 lug 2010 - 20:47 - #10
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    @Osservatore: l’iva la paga il cliente finale, non l’editore o il distributore, che invece la recuperano. Inoltre se con stampa includi anche carta, confezione, legatoria, plastificazione della copertina… la percentuale va oltre il 15-20%. Anche per la distribuzione, oltre allo sconto chiesto dai distributori, l’editore del cartaceo si deve far carico anche della spedizione a mezzo corriere… costo che e-book non ha.

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