Roberto Saviano parla del suo Gomorra in un’intervista a Vanity Fair: dice di non rinnegarlo, che lo riscriverebbe, ma che non è un libro che ama dal momento che gli ha tolto tutto:
È un libro che non rinnego, lo riscriverei, ma sarei falso se le dicessi che lo amo. Perché mi ha tolto tutto: io volevo solo diventare uno scrittore. A centomila copie ero felicissimo, mi pubblicano importanti case editrici straniere e mia madre dice che in quei giorni sembrava che volassi, io non mi ricordo niente. Chiamo mio fratello e gli dico: “Ho i soldi dell’anticipo, compriamoci la moto”. La sognavamo da tanto tempo una moto. Poi arrivano la scorta, le minacce. Io volevo essere quello di prima. Mi è scoppiato tutto in mano. Mio fratello non posso più incontrarlo in mezzo alla gente perché nessuno sappia che faccia ha.
Nell’intervista dice anche che rimarrà in Mondadori ed Einaudi “fino a quando le condizioni di libertà saranno garantite fino in fondo”, ma, secondo lui, Marina Berlusconi non ha mai letto Gomorra (Marina Berlusconi dice che non si dovrebbero più scrivere libri ‘che danno quest’immagine dell’Italia’. Allora, forse, non ha letto Gomorra. In Gomorra racconto storie di resistenza, soprattutto. È se stiamo zitti che diamo una cattiva immagine del Paese).
Ma voi l’avete letto il libro Gomorra?
barbaglio
28 lug 2010 - 20:59 - #1“Schifato”, guarda che qua l’unico povero idiota temo sia tu.
Schifato
28 lug 2010 - 21:18 - #2Uff. Senti, mi sta anche bene che sia una sorta di “eroe” e tutto, ma che poi non venga a lamentarsi che rivuole la sua vita di prima. Intanto si è arricchito, quindi mi sa che “l’amore per la verità” va un tantino rivisto, e poi ripeto: ma questo povero allocco pensava davvero di pubblicare un libro del genere e non avere conseguenze? Se è così penso allora che neanche l’abbia scritto lui il libro, perchè è davvero da fessi.
Schifato
28 lug 2010 - 21:25 - #3Pur portando sempre il massimo rispetto per Saviano, preferisco riservare la mia gratitudine agli anonimi “eroi” che hanno scelto di combattere la camorra conoscendo i rischi, come magistrati e forze dell’ordine, senza per questo diventare ricchi sfondati o mettersi a piagnucolare in tutti i giornali.
e mi piacerebbe che in questo schifo di paese ogni tanto qualcuno avesse le palle di cercare un altro punto di vista deelle cose, e non fare come tutto il popolo bue comanda, tipo saviano=eroe=non si critica mai oppure soldati=eroi=sono sempre brave persone, quando sappiamo tutti che 1. ci vanno per soldi in missioni 2. sono obbligati dalla carriera ad andare all’estero 3. stiamo militarmente occupando un altro paese
vale.o
29 lug 2010 - 14:24 - #4Sarà pure diventato ricco, ma secondo voi i soldi quando li usa? Ci va alle terme con la scorta o si compra una ferrari con vetri antiproiettili? Ma finitela! Ognuno è eroe nel proprio mestiere.
frankdj
03 ago 2010 - 11:58 - #5Le persone che rinnegano la storia raccontata in questo libro preferiscono vivere in un mondo dove non ci sono queste cose.
Legittimo, e rispettabile.
Tuttavia queste cose ci sono, e Saviano non ha fatto altro che farle emergere.
Da piccolo andavo a Caserta tutti gli anni a Natale, nei tardi anni ‘70 e primi ‘80: la vita era più scanzonata, più tranquilla.
Ci sono tornato nel 2000: sbarre a tutte le finestre e diffidenza diffusa.
Non “per colpa di” Saviano: ma di qualcosa di più subdolo.
frankdj
03 ago 2010 - 12:01 - #6P.S.: non comprendo le ragioni di coloro che si appigliano alla ricchezza di Saviano.
Un successo editoriale italianissimo: c’è da andarne fieri.
Invece no: “Saviano è diventato ricco”, “Non dovrebbe parlare” etc…
Altra cosa italianissima: sottolineo di cattivo gusto, oltre al fatto che mi sembradi sentir parlare degli ignoranti (e mi riferisco soprattutto al ministro Castelli)