Poeta delle Ceneri, di Pier Paolo Pasolini

Poeta delle Ceneri, di Pier Paolo PasoliniLa casa editrice Archinto ha recentemente pubblicato Poeta delle Ceneri di Pier Paolo Pasolini, un'autobiografia in versi che Pasolini scrisse tra il 1966 e il 1967 a cavallo di due viaggi negli USA.

Il titolo primitivo è Who is me ed è concepito/pensato/strutturato come una lunga risposta ad un ipotetico giornalista americano. Nel lungo componimento poetico, Pasolini ripercorre alcune tappe della propria vita e delle propria produzione artistica. Scrive Piero Gelli nell'introduzione:

Testo brutale, episodico, intenzionalmente epidittico la volontà di presentarsi a un ipotetico pubblico nuovo, quello americano, che non lo conosce probabilmente che come cineasta [...] La tortuosa meditazione di Pasolini, in cui affiorano retaggi decadentisti, comunque onnipresenti in lui, si anima però qui di una vigorosità inusitata testimoniata e dalle opere in cantiere che puntualmente descrive e da quel richiamo alla vita come azione, che senz'altro prende corpo dal contatto fisico, palpabile col nuovo mondo, ma anche con le nuove conoscenze e per la convinzione se non di potenzialità rivoluzionarie in Italia defluite nel revisionismo, di lotte esaltanti per la conquista dei diritti civili e morali.

Pur non potendosi considerare come un inedito (nel 1980 è stato pubblicato da Enzo Siciliano nella rivista Nuovi argomenti ed è presente nel secondo volume di tutte le poesie di Pasolini curate da Walter Siti per Mondadori), è, comunque, la prima volta che Poeta delle Ceneri viene pubblicato come libro autonomo. E di questo siamo grati all'editore.

Come sei diventato marxista?
Ebbene… andavo tra i fiorellini candidi e azzurrini di primavera,
quelli che nascono subito dopo le primule,
– e poco prima che le acacie si carichino di fiori,
odorosi come carne umana, che si decompone al calore sublime
della più bella stagione –
e scrivevo sulle rive di piccoli stagni
che laggiù, nel paese di mia madre, con uno di quei nomi
intraducibili si dicono “fonde”,
coi ragazzi figli dei contadini
che facevano il loro bagno innocente
(perché erano impassibili di fronte alla loro vita
– mentre io li credevo consapevoli di ciò che erano)
scrivevo le poesie dell'Usignolo della Chiesa Cattolica:
questo avveniva nel '43:
nel '45 fu tutt'altra cosa.
Quei figli di contadini, divenuti un poco più grandi,
si erano messi un giorno un fazzoletto rosso al collo
ed erano marciati
verso il centro mandamentale, con le sue porta
e i suoi palazzetti veneziani.
Fu così che io seppi ch'erano braccianti,
e che dunque c'erano i padroni.
Fui dalla parte dei braccianti, e lessi Marx.

Pier Paolo Pasolini
Poeta delle Ceneri
a cura di Piero Gelli
Archinto, 2010
ISBN 978-88-7768-549-0
pp. 96, euro 11,50

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