E’ difficile parlare di un film che pochi hanno visto, ma di “Senza scrittori“, il documentario sul mondo del libro di Andrea Cortellessa e Luca Archibugi, sono state fatte perlopiù proiezioni private, in attesa che qualche distributore decida di acquisirne i diritti e di mostrarlo al grande pubblico.
Ma cos’è “Senza scrittori”? Nonostante ne stiano parlando blog e giornali. ciò che possiamo riferirvi è poco, non avendo potuto vedere il film: si tratta di un documentario in cui il critico Andrea Cortellessa, intervistando editori, critici, librai, denuncia alcune dinamiche legate all’industria del libro: lo strapotere dei grandi gruppi e della macchina editoriale, per cui non esistono più opere e critici, ma soltanto prodotti costruiti secondo una logica industriale.
Chi ci smena a rimanere fuori dal mainstream sono soprattutto i libri di qualità. Questa dovrebbe essere (ma ci ripetiamo, promettiamo di aggiornarvi dopo la visione del film) la denuncia di Cortellessa, in linea del resto con le sue posizioni critiche e la Isbf, la Internet Slow Book Farm, il canale di distribuzione libri che propone soltanto libri considerati di qualità.
Questo documentario ha creato un vero e proprio putiferio: sul blog del critico Loredana Lipperini si è accesa un’accanita disputa che ha visto fronteggiarsi lo stesso Andrea Cortellessa e i Wu Ming. Oggetto del contendere? Il concetto di letterarietà, il modo di uno scrittore di approcciarsi al pubblico. E Cortellessa ha avuto una discussione anche con Alice di Stefano, che in un articolo su “il Giornale” aveva attaccato una certa cerchia di critici definendola una “cricca”.
Insomma, si discute (e tanto), con toni non sempre consoni (confronta qui la discussione sul blog di Loredana Lipperini), su un documentario che pochi hanno potuto vedere. L’oggetto della discussione è sicuramente interessante (Quali sono le dinamiche legate all’industria del libro? Che conseguenza hanno?) e probabilmente infinita. Ma almeno ci piacerebbe vedere questo documentario, perché ha veramente poco senso andare avanti a discutere su blog e giornali di un film che praticamente è impossibile vedere. Ma qualcuno vuole comprare i diritti di “Senza scrittori”?
Foto: Patrick Hoesly
pediccia
01 ago 2010 - 09:24 - #1Attendiamo ovviamente il documentario, ma secondo me il critico Dott. Cortellessa ha perfettamente ragione. Gli scrittori, volenti o nolenti, sono schiavi del sistema “capitalistico” e dunque per avere una minima possibilità di affermazione devono sottostare alla tirannia dei soldi e del Potere che, subdolamente, condiziona tutti e tutto anche la letteratura. Il cervello umano è debole e succube di chi è più forte e intelligente e allora segue “stupidamente” chi gli traccia i percorsi da seguire nei meandri della vita. Siamo anche stanchi e stressati e ci fa comodo che qualcuni pensi per noi e ci dica quali libri acquistare e leggere. Non si ha voglia d’impegnarsi in letture un poco più complesse e che ci fanno intravedere cose e vie diverse da quelle che fanno comodo al Potere. Meno male che c’è lo zoccolo duro dei “veri” lettori che non si fanno influenzare e che di tanto in tanto “pescano”quache libro che non gronda sangue, che non parla di fiabe e misteri che stupidiscono le menti di ragazzi (e non) e che alla lunga li trasformano in alieni che non riconoscono più la vera vita. Dunque la letteratura rispecchia la vita attuale: soldi e apparenza, vita virtuale in contrapposizione alla vita reale, materialità contro una sana spiritualità, tetre fantasie contro una fantasia poetica di altri tempi.