La "Bugia d'amore" di Lorenzo Laporta

L'atmosfera è quella quasi banale di una ragazzetta romana che vive la sua vita da 17enne: amori, liceo, famiglia. Ma c'è qualcosa di diverso. Chiara, questo il nome della ragazza, scruta nel profondo della propria vita e di quella degli altri, cercando risposte, ponendo domande. Non le basta accettare di vivere quel che viene, vuole imparare a vivere e farlo appieno. Attorno a lei due genitori traditi e traditori che sapranno riscoprire l'amore dopo le bugie, una sorella bulimica che smette di parlare, forse per quel coraggio che le manca nel cambiare la sua stessa vita, fino a quando non ritrova la "scintilla". E poi gli amori, gli amici, la scuola. E quella bugia, l'unica vera e giusta, detta solo per amore.

Non sto parlando di un film. Nemmeno della storia della mia vicina di casa. Anche se potrebbe essere entrambe le cose. Perché "Bugia d'Amore" di Lorenzo Laporta (Aliberti Editore) è uno spaccato di vita raccontato in un libro leggero ma intenso, dalla narrazione cinematografica, con immagini nitide e personaggi completi. Senza mai strafare, senza cadere nella minaccia di un "moccismo" adolescenziale e tentatore, il romanzo young-adult del giovane scrittore tarantino sorprende e conquista, facendosi letteralmente "divorare" nella lettura in un solo pomeriggio.

La narrazione è agile, seppur costellata di momenti di elevato slancio letterario, il linguaggio è curato ma mai esagerato, la punteggiatura perfetta, le scene - ed il cambio di scena - curato come l'autore fosse in realtà un regista. La storia, apparentemente "una delle tante" diviene simbolo di quella modernità di cui non bisogna avere paura, di quei tempi moderni in cui i giovani sanno indagare la realtà oltre la superficie, riuscendo a scavarla nel fondo, a metabolizzarla, ad affrontarla. Il filo conduttore di tutta la narrazione è la bugia, che senza essere protagonista è la mèta: esistono le bugie bianche, dette per amore, che possono essere perdonate e che sono la cosa giusta? Alla fine l'autore non dà risposta, la lascia ai lettori assieme alla sensazione di vuoto, che coglie quasi impreparati, al termine della lettura di un romanzo così avvolgente.

Il giovane autore tarantino, classe '81, non ha nulla da invidiare ai giovani più blasonati dei premi letterari. Quest'ultima fatica, nata dopo avventure poetiche e due precedenti romanzi, può senza problemi rientrare nelle future cinquine finaliste di noti premi, in quanto ben rappresenta una delle penne più talentuose della nuova letteratura italiana.

Lorenzo Laporta
Bugia d'amore
Aliberti editore - collana Meltin' Pot

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