La rivoluzione di Wikipedia, di Andrew Lih

La rivoluzione di Wikipedia, di Andrew LihCos’è Wikipedia? Quali le sue dimensioni, anche in termini globali? E inoltre, quanto è popolare Wikipedia? Perché è definita “libera” e, più in generale, quali sono le regole sociali, i valori, le prassi di cui si ha bisogno all’interno di una comunità come quella dei wikipediani? Cosa c'è di “stupefacente” alla base di Wikipedia? Sono queste alcune delle domande a cui tenta di rispondere Andrew Lih ne La rivoluzione di Wikipedia. Come un gruppo di illustri sconosciuti ha creato la più grande enciclopedia del mondo (Codice Edizioni).

L'autore – amministratore dell’edizione inglese di Wikipedia e membro del comitato di programma delle conferenze annuali della Wikimedia Foundation – si addentra nei meccanismi della celebre enciclopedia online, dei rapporti che si creano sia tra gli autori, che tra le voci e tra le altre realtà “culturali” della blogosfera e spiega un po' il funzionamento (e la filosofia) di questa fonte in cui tutti, più o meno, ci imbattiamo quotidianamente. Non vengono nascosti i problemi che possono nascere da una comunità sì ampia come quella di Wikipedia con presenza di trolls, vandali, utenze fantoccio, crisi di comunità e via dicendo. Ma, alla fine, quello che risulta interessante è il metodo e l'idea che sta alla base: il lavoro collettivo per il bene comune, come dice Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, nella prefazione:

Immaginate un mondo in cui ognuno possa avere libero accesso a tutto il patrimonio della conoscenza umana. Questo è il nostro scopo [...] La gente si è accorta che alcuni dei vecchi modelli sono difettosi. Wikipedia rappresenta un mezzo davvero potente per spingere tante persone a lavorare in modo collaborativo per il bene comune.

Andrew Lih
La rivoluzione di Wikipedia.
Come un gruppo di illustri sconosciuti ha creato la più grande enciclopedia del mondo.
traduzione di Ciro Castiello
Codice Edizioni, 2010
ISBN 978-88-7578-151-4
pp. XII-284 p, € 25

un altro punto di vista su questo libro lo trovate qui.

  • shares
  • +1
  • Mail