
Non c’è nessun buon motivo per cui potete privarvi del piacere di leggere Viaggio di nozze a Teheran, di Azadeh Moaveni (già autrice di Lipstick Jihad). Neanche il prezzo, perchè la Newton Compton lo ha ristampato in versione super economica, da 4,90 euro.
Vi avviso: all’inizio il corpo delle lettere vi sembrerà insopportabilmente piccolo (io dopo le prime pagine ero tentata di restituirlo in libreria, francamente), ma basta farci l’abitudine. E’ scritto un po’ più piccolo del normale, ma appunto dopo una ventina di pagine l’occhio si abitua, e via.
Dunque: si tratta di un libro bellissimo, che metto nella categoria di quelli da leggere ‘assolutamente’, secondo me. Il titolo illude: non si tratta di un polpettone romantico, ma di un vero e proprio reportage scritto come fosse un romanzo, da parte della giornalista del Time.
Non a caso, nella mia libreria, lo metterò accanto a Il libraio di Kabul (lì a parlare era una giornalista di Marie Claire, Asne Seierstad): entrambi raccontano la realtà riuscendo ad appassionarci come e meglio che ad un romanzo.
Azadeh è una iraniana cresciuta in California che decide di tornare in Iran per un reportage commissionatole dal Time. Fa la spola fra Teheran, dove ha parenti e amiche, e Beirut, dove può continuare a fare la vita da ‘party girl’, con allegri cocktail in piscina e manicure alla francese.
Tutto cambia però quando conosce Arash, che diventerà l’uomo della sua vita, dopo che entrambi entreranno ‘con naturalezza’, scrive, l’uno nell’esistenza dell’altra. Nel frattempo, lei continua a scrivere, oppressa dal funzionario governativo a cui deve rendere conto dei suoi articoli, il tremento Mister X, e a raccontarci come si vive una ‘normale’ storia d’amore in Iran.
Fidanzamento, convivenza, la scelta di sposarsi, avere un bambino, tutto ci viene raccontato dall’interno, facendoci mettere ‘nei suoi panni’ in ognuna delle fasi della sua vita.
Moaveni scrive benissimo, ci fa avvincere a quello che ci racconta mentre ci narra di come gli iraniani vedevano Rafsajani, della sorpresa dell’elezione di Ahmadinejad, dei bimbi che piangono quando la polizia viene a svellere le paraboliche dai tetti e non è più possibile vedere il proprio telefilm preferito.
Tutto questo senza retorica: Moaveni decide di restare nel suo Paese, fino all’ultimo per dimostrare a se stessa che è possibile vivere in Iran, nonostante tutto, difendendo la sua gente e descrivendo le sensazioni che si provano, nella vita di tutti i giorni, ad essere limitati anche negli aspetti più intimi della propria vita, come nell’abbigliamento (a lei capita di essere quasi arrestata perchè le maniche le scoprono troppo i polsi), o nella possibilità di fare benzina o mangiare frutta (l”inflazione arriva a volte al 150%).
Post scriptum per gli editori: quand’è che qualcuno si degna di ristamparci Lipstick Jihad?
Azadeh Moaveni
Viaggio di nozze a Teheran
Newton and Compton
4.90 euro
phoebe1976
23 ago 2010 - 16:49 - #1Bellissimo libro, letto grazie alla vostra recensione.
Grazie mille!