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Si discute alla Camera la legge sul libro

Pubblicato: 14 lug 2010 da Juri Testa

La legge sul libro Si discute stamattina alla Camera la cosidetta “Legge sul libro”: un nuovo testo per dare nuove regole al mercato. Partiamo dal primo punto: alle librerie (grande o piccole che siano) sarà permesso uno sconto massimo del 15%. Ciò significa che i librai non potranno, di loro iniziativa, proporre sconti superiori a questa cifra. Se la legge passerà, non vedrete più nelle vetrine i cartelli: sconto del 30% su tutto (se mai si sono visti).

Questo primo punto vuole favorire le piccole librerie, che non possono permettersi gli sconti della grande distribuzione (anche se gli sconti li fanno ugualmente, ma ai clienti affezionati). Ecco però l’altro punto della manovra, che riguarda in primis gli editori, e di conseguenza le librerie: gli editori potranno effettuare delle promozioni per tutto l’anno (eccetto dicembre), senza limiti di sconto.

Credo che la guerra riguarderà per lo più i classici e i tascabili, e coinvolgerà le case editrici maggiori, che di solito in questo settore hanno dei cataloghi molto forti: Garzanti, Einaudi, Mondadori e aggiungerei anche Adelphi (anche se i tascabili di quest’ultima sono meno legati alle letture scolastiche). Ma non è questo il punto.

Dare libertà alle case editrici (in termini di percentuali di sconto e di periodo di promozione) rappresenta sicuramente un’agevolazione ai grandi gruppi e una minaccia per i più piccoli, che non possono permettersi grandi campagne, e che vedono i loro spazi ancor più minacciati.

Dunque si tratta di una legge che annulla se stessa: perché se da una parte limita lo sconto allle librerie al 15%, dall’altra concede ai grandi gruppi la possibilità di imporre il proprio sconto in libreria; annulla le politiche delle librerie per imporre quello delle case editrici.

Nel resto dell’Europa si sta andando nella direzione opposta (a eccezione della Gran Bretagna, dove il mercato del libro è completamente libero, e gli ipermercati stanno mettendo in ginocchio anche le feltrinelli e le mondadori inglesi): in Spagna c’è il prezzo fisso, e la possibilità di effettuare uno sconto non superiore al 5%. In Germania e in Olanda non sono previsti sconti, mentre la Francia è storicamente famosa per una ferrea legge sul libro che tutela piccole librerie e case editrici.

Le reazioni in Italia sono state le più diverse. La più clamorosa è forse quella dell’Ali, l’associazione di categoria dei librai, secondo cui è meglio una legge anche brutta piuttosto che nessuna legge (così il commento riportato su Repubblica del 12 luglio). Subito sono insorte le “piccole” case editrici: Instar, Minimum Fax, Iperborea, Marcos Y Marcos, Nottetempo e Voland hanno spedito una lettera a Repubblica per esprimere la loro indignazione.

Non si capisce l’intervento di Stefano Mauri, presidente del gruppo Gems:

Credo che la nuova legge di Riki Levi migliorerà la situazione per i librai indipendenti

Non si capisce come. Almeno Gian Arturo Ferrari ammette che questa legge non è “la migliore possibile” e smorza gli entusiasmi dicendo che è un “compromesso”, anche se “giudizioso”. (questi interventi poteti leggerli su Affari Italiani). E’ chiaro che i grandi gruppi hanno solo interesse ad appoggiare questo testo, ma mi chiedo se approvarlo possa veramente avere un senso. Vedremo come andrà. E’ chiaro che gli interessi politici ed economici sono molto forti.

Foto: Flickr

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di mass

    mass

    14 lug 2010 - 10:46 - #1
    0 punti
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    “Se la legge passerà, non vedrete più nelle vetrine i cartelli: sconto del 30% su tutto (se mai si sono visti).” Ehm… MediaWorld, Feltrinelli… :) ci sono ci sono ;)

  • Profilo di morenav

    morenav

    14 lug 2010 - 11:16 - #2
    0 punti
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    Non hanno niente da fare che progettare questa legge così ingiusta…vedremo=.=

  • Profilo di sakura87

    sakura87

    14 lug 2010 - 12:11 - #3
    0 punti
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    Naturalmente, salviamo la piccola editoria e svuotiamo le tasche ai consumatori che già notoriamente pagano poco.

  • Cinico

    14 lug 2010 - 13:17 - #4
    1 punto
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    Come si chiama una delle più grandi case editrici italiane? Mondadori.
    Chi è il proprietario della Mondadori? L’attuale premier…
    Chi favorisce questa legge?

    Lo schifo ormai non lascia fuori niente…

  • Juri testa

    14 lug 2010 - 14:48 - #5
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    Sì, la grande distribuzione gli sconti li fa, ma non su tutto. La piccola editoria deve essere salvaguardata: è fonte di pluralismo di idee e di proposte.
    I consumatori, in effetti, non sono presi in considerazione da questa legge. Però è chiaro che dare condizioni uguali agli editori significherebbe metterli sullo stesso piano, e probabilmente si ineescherebbe una “guerra dei prezzi”, da cui potrebbero trarre vantaggio i consumatori (perché di consumatori si tratta).
    In più le promozioni vengono spesso compensate con gli aumenti di copertina. Forse non tutti sanno che questi aumenti vengono fatti mensilmente, e sono i grandi gruppi a farli con maggior frequenza.
    Quella dei prezzi è una questione molto complessa…

  • Profilo di kanon16

    kanon16

    14 lug 2010 - 18:59 - #6
    0 punti
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    .__. Comincio a credere che questa sia solo una tattica per farci passare del tutto la voglia di leggere…
    Credo che a questo punto sia meglio la Gran Bretagna, almeno lì il consumatore é favorito in tutto, dal mio punto di vista .-.

  • Juri testa

    14 lug 2010 - 20:08 - #7
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    Correggo leggermente quanto detto prima, cioé che i consumatori non vengono presi in considerazione dalla legge, perché ovviamente saranno loro a trarre giovamento dalle campagne sconti organizzate dalle case editrici. Anzi: potranno contare (potenzialmente) su 11 mesi di campagne.
    La legge da una parte incentiva le piccole case editrici e le piccole librerie, limitando lo sconto al 15% (che comunque è piuttosto alto), e dall’altra permette campagne promozionali molto estese nel tempo e con libero sconto.
    Ovviamente i piccoli editori, che non possono permettersi molte campagne promozionali, vengono penalizzati.

  • Monica Marchese - Libreria CION CION BLU

    15 lug 2010 - 12:55 - #8
    0 punti
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    Che vergognosa ennesima presa in giro! e la chiamate anche legge per il libro? Io l’avrei chiamata legge pro Mondadori & c.. IO sono una di quelle tante piccole librerie indipendenti che avrebbe dovuto avere giustizia da questa legge! Che schifo…

  • Anonimo codardo

    15 lug 2010 - 21:46 - #9
    0 punti
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    La rete, usate le rete! Invitate gli scrittori nella vostra libreria, organizzate eventi, sfruttate le reti sociali…

  • Juri testa

    15 lug 2010 - 21:47 - #10
    0 punti
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    Breve aggiornamento: la legge è passata alla Camera, e ora deve passare al vaglio del Senato. Se sarà approvata, sarà attiva dal mese di novembre.

  • UgoT

    24 mar 2011 - 17:30 - #11
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    il problema è davvero complesso. è difficile chiedere al lettore/consumatore di rinuciare agli sconti in previsione di un ipotetico futuro migliore.
    Qui c’è un bell’articolo con commenti:
    http://www.lundici.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=350:in-difesa-del-libro&Itemid=1

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