La caccia al tesoro, di Andrea Camilleri

camilleriE' gustosissimo l'ultimo romanzo di Andrea Camilleri, “La caccia al tesoro”. Protagonista il solito Montalbano, of course, che questa volta ci stupisce per qualche strisciante riflessione, appena abbozzata, sugli spauracchi dell'età.

Arrivato ai 56 anni, a Montalbano vengono i primi dubbi quando si trova a inquietarsi più del dovuto davanti alla scena di una stanza piena di crocifissi, nella casa di due anziani fratelli vissuti come monaca e frate che un bel giorno si fanno prendere dalla voglia di sparare sulla folla di 'infedeli'.

Nella stanza fra l'altro giace, mutilata, una bambola gonfiabile, che il commissario avrà l'insana idea di portarsi a casa, con grande 'scanto' (spavento) dell'impareggiabile Adelina, e ira di Ingrid, la bella nordica per cui il tempo non sembra passare, anzi: per lei sembra andare indietro come un gambero.

L'episodio iniziale si rivelerà in qualche modo collegato con dei misteriosi biglietti che Montalbano riceve da allora, e che lo esortano - in versi - a partecipare a una misteriosa 'caccia al tesoro'.

Nel frattempo, le prevedibili litigate con Livia (e le telefonate notturne per fare pace) la 'bonaccia' in commissariato, le carte che continuano ad accumularsi sulla scrivania e Catarella che lo adora 'come un cane', chiedendogli quando torna in ufficio, tutti i giorni, puntuale, al momento di staccare dal lavoro. E poi Arturo un giovane amico di Ingrid che vuole studiare come ragiona la sua mente.

La bellezza delle favole, si sa, è che siano sempre le stesse, e ogni volta cambino un po', per coniugare il piacere di ritrovarsi sempre al solito posto con il gusto di piccole scoperte. Io questo libro, vi confesso, mi sono convinta a comprarlo grazie alla recensione di Antonio D'Orrico, secondo il quale sarebbe forse il più bello scritto dall'autore.

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