E’ da un po’ di tempo che meditavo di scrivere due righe sulle fascette; stavo raccogliendo del materiale quando l’uscita del romanzo “Le maschere della notte” di Pietere Aspe (Fazi editore) mi ha fornito un caso esemplare di quali direzioni stia prendendo il marketing legato al libro.
Di questo romanzo sono state stampate delle cartoline di promozione, e a questo siamo abituati. Ma dall’immagine qui a fianco manca la fascetta, che recita: “Leggi Aspe e vinci Bruges!” All’inizio pensavo fosse uno scherzo, una semplice trovata, ma alla fine ho scoperto che è tutto vero. Insomma, bisogna andare su un certo sito e rispondere a delle domande su questo romanzo per poter partecipare a un fantastico concorso.
E comi ogni concorso, ci sono in palio ricchi premi: viaggi a Bruges (dove sono ambientate le vicende dell’ispettore Van In) e “100 gadget esclusivi” gentilmente forniti da una famosa birra belga, sponsor dell’iniziativa. Insomma, sembra di leggere l’etichetta della coca cola, non quelle fascette (a volte eccessive: “2 edizioni in una settimana!”) che cingono ormai buona parte delle copertine. Il marketing legato al libroi sta imitando, introducendo nelle proprie logiche promozionali, una serie di tecniche solitamente utilizzate per altri prodotti.
Certo il libro è un prodotto, e come ogni altro prodotto è soggetto alle leggi del mercato e a tutto ciò che questo comporta in termini di promozione. Però ci è sempre stato detto che è un prodotto particolare, veicolatore di cultura, indipendentemente dal suo contenuto. E’ triste vedere come il libro stia perdendo la sua aura, fino a che punto venga assimilato a un qualsiasi prodotto di consumo; è triste vedere a che punto sia giunta la lotta per accaparrarsi qualche lettore in più.
Non vorrei che, tra qualche anno, vedremo sui giornali le cosidette “pubblicità comparative”, che ora sono utilizzate specialmente per i detersivi. Mi immagino già un libro sulla sinistra della pagina, una bella riga verticale, e dall’altra parte un altro libro. Sotto, qualche frase tipo: “più pagine, più emozioni”…
kolobos
10 lug 2010 - 16:41 - #1e che dire del famoso libro della Pivetti dal titolo/fascetta: “Comprate il mio libro”?! (Mondadori 1996) con il sottotitolo che doveva (voleva?) essere il titolo vero: “Aldo Gabrielli e la Mondadori degli anni ‘30″. Inutile dire che il libro non l’ho mai comprato e quindi non so se parla della Pivetti, della Mondadori degli anni ‘30 o del vuoto più assoluto (propendo pregiudizievolmente per la terza ipotesi, che del resto è simile alla prima).
dominella
12 lug 2010 - 20:20 - #2credo che invece sia molto interessante la promozione, soprattutto per Aspe. Io sono una fan accanita e Bruges come la birra Duvel sono parti importanti del commissario Van In. Credo che comprerò anche questo libro e spero di vincere il viaggio a Bruges. Mi piacerebbe molto andare a vedere i posti dov’è ambientato il romanzo.
baci Domy
barbaglio
12 lug 2010 - 22:30 - #3Secondo me Dominella lavora per la Fazi.