
E’ stata inaugurata oggi la stazione metro di Mosca che aveva destato non poche polemiche. L’oggetto della disapprovazione sono i murales tratti da uno dei romanzi più conosciuti di Fedor Dostoevskij, Delitto e castigo. Le scene, definite cupe e macabre, spingerebbero i passeggeri, secondo opinionisti e psicologi, al suicidio. I pannelli raffigurano un uomo nell’atto di spararsi, due donne uccise con un’ascia e altri soggetti, tutti su marmo bianco, grigio e nero.
Nonostante le opposizioni di media e cittadini la stazione oggi, dopo vari rinvii, è stata aperta e le immagini dominano ora i muri della Dostoevskaya. Non so voi, ma io camminando per i corridoi della metro di Roma preferirei di gran lunga i murales tratti da un grande libro che pubblicità sprizzanti allegria costruita e palesemente finta. Che ne pensate?
Via | Repubblica.it
Foto | LiveJournal
messah
22 giu 2010 - 10:13 - #1Io preferisco la pubblicità allegra e palesemente finta rispetto a murales cupi e macabri, almeno di primo mattino… già si è nervosi per svariati motivi, non peggioriamo la situazione!!
Astaroth54
24 giu 2010 - 11:35 - #2#1Questa risposta mi infonde un’amara tristezza….
Se tu preferisci la pubblicità - che talaltro a me personalmente mi intristisce particolarmente- gli imbonitori di tutto il mondo non potranno che non essere al settimo cielo, la loro meta è stata raggiunta: far preferire( digerire ) le loro creazioni rispetto ad un opera d’arte basata su un’artista millenario e letteralmente Enorme qual’è Dostoevskij! Il massimo dello squallore è stato raggiunto direi….che tristezza…
La gente ha sempre bisogno di essere anestetizzata in ogni istante perché altrimenti può rendersi conto della realtà in cui tutti i giorni naviga (a vista) forzatamente in un mondo dove il reale viene evaso unilateralmente a scopo di lucro e di ordine dettato da uno status quo che lo garantisce, una garanzia amara perché frutto di un compromesso che contrappone la libertà alla sicurezza , la trasparenza alla tacita benda sugli occhi(paternalistica) .
L’artista ha l’importante e basilare compito di far fluire fuori dal muro dello status quo liquidi di saggezza, falle di conoscenza, rompere lo stordimento messo in atto dal cosiddetto potere.
Ecco perché, la tua risposta mi infonde un’amara tristezza……
Andrea C.
24 giu 2010 - 18:07 - #3@Astaroth54
Non è deprimendo le persone che le aiuti a stare meglio o a ribellarsi allo schifo che hanno intorno.
Il tuo modo di scrivere è molto vintage, stile Gaber primi anni 70 e mi dipiace dirlo ma queste (tue ) teorie hanno mostrato la corda da un bel pezzo.
Se vuoi che le cose cambino indica una via di uscita che non si la depressione o la rabbia cieca.
Taong paniki
29 giu 2010 - 10:51 - #4#3
“Il tuo modo di scrivere è molto vintage, stile Gaber primi anni 70″
A parte il “qual è” e “un artista” con l’apostrofo (mi risulta che Dostoevskij fosse un uomo…) e l’”a me mi” all’inizio del suo delirante discorso…ovviamente ;-p
Il buon Astaroth54 è uno a cui piace riempirsi la bocca di termini che neanche comprende: come si può far “fluire…falle(!) di conoscenza”…una falla (=buco) che “fluisce” (sin. scorrere, stillare) da un muro…bah!
In compenso si permette di snobbare chi preferisce la pubblicità ad opere d’arte discutibili. Per inciso, anch’io preferisco l’arte alla pubblicità moderna (anche se di tanto in tanto anche negli spot si può scorgere dell’arte…)
Ma c’è arte e arte. E’ noto che la stragrande maggioranza degli artisti siano alquanto “tormentati” ed autodistruttivi (spesso è questo status che li ispira). Ed è altrettanto risaputo che l’arte influisce sullo stato d’animo di chi la contempla.
Quindi, il mio pensierino da uomo della strada, poco istruito e poco intelligente (ma consapevole di esserlo) è: “perché scegliere soggetti negativi, pessimisti e tetri per decorare un luogo già di per sé innaturale come il sotterraneo di una metropolitana?!” (giusto per rientrare in topic :))