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Rosso Floyd di Michele Mari, un viaggio fantastico nella storia dei Pink Floyd

Pubblicato: 05 giu 2010 da Andrea Coccia

Rosso Floyd di Michele Mari, un viaggio fantastico nella storia dei Pink Floyd Due mostri siamesi, avvinghiati per l’eternità, i cui nomi sono Pink Anderson e Floyd Council, una serie di cantanti e rock stars, da David Bowie a Eric Clapton, e poi registi, critici musicali, fan, coriste, creature fantastiche, parenti e amici, fino ad arrivare ai protagonisti in prima persona della storia di una delle rock band più strabilianti di sempre: Roger Waters, Dave Gilmour, Nick Mason e Rick Wright, meglio conosciuti come i Pink Floyd.

Nelle pagine di questo ultimo lavoro di Michele Mari, intitolato Rosso Floyd, tutte le voci dei testimoni si susseguono come ad un maxi processo e, sotto forma di confessioni, testimonianze, lamentazioni, interrogazioni, esortazioni e referti, compongono un mosaico coinvolgente e vorticoso le cui tessere fantastiche risultano assolutamente indistinguibili da quelle reali, come spesso capita, d’altronde, nei romanzi e nei racconti di Mari.

L’unico che manca all’appello, l’unico di cui non si sente la voce, è Syd Barrett, il più affascinante e misterioso tra i fondatori dei Pink Floyd, il mitico chitarrista che, a causa di eccessi stupefacenti e di una propensione alla misantropia, dopo appena due album si isolò in un forzato e volontario esilio perenne. Eppure è proprio la sua ombra quella che si intuisce dietro tutti i discorsi, come se lui, il Diamante Pazzo, avesse continuato ad influenzare la band anche dal suo sotterraneo esilio, a dettare canzoni a Roger, come una voce proveniente dall’abisso.

Dopo aver partorito libri grandiosi come Tutto il ferro della torre Eiffel, La stiva e l’abisso o Rondini sul filo, libri unici nel panorama letterario italiano, Mari conferma la sua vena e il suo valore, consegnandoci ancora una volta un gran bel romanzo entro le cui maglie non si fanno fatica a rinvenire alcuni degli elementi più tipici del suo narrare, dall’istinto filologico alla catalogazione fino alla strenua fedeltà alle proprie ossessioni fantastiche, in primis quelle lunari, misteriose, quelle riguardanti il lato oscuro del mondo.

Certo, in questo caso le vette raggiunte con Rondini sul filo e Tutto il ferro della torre Eiffel forse non si possono dire superate, ma ancora una volta Mari si conferma uno dei migliori scrittori italiani contemporanei, uno di quelli che, se il senso critico non abdicherà completamente al marketing e alla moda, con ogni probabilità resterà nel canone rappresentativo di questo inizio millennio.

Michele Mari
Rosso Floyd
Einaudi
euro 20

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