Prima giornata contro l'editoria a pagamento: un intervista a Linda Rando di Writer's Dream

Prima giornata contro l\'editoria a pagamento: un intervista a Linda Rando di Writer\'s Dream Forse molti dei lettori non la conoscono, ma nella grande rete sta pian piano diventando un vero e proprio punto di riferimento nella lotta contro quella che considera, come molti, un paradosso editoriale, vale a dire l'editoria a pagamento. Proprio nell'ambito di questa lotta è stata la promotrice di questa Prima giornata nazionale contro l'editoria a pagamento. Per conoscerla e per cercare di capire meglio i motivi di questa lotta, l'abbiamo intervistata per voi.

Ci spieghi in due parole che cosa si intende quando si parla di editoria a pagamento? E perché la sua esistenza rappresenta un problema?

L’editoria a pagamento consiste nel pagare l’editore per pubblicare il proprio libro. Sarebbe come pagare il proprio datore di lavoro per continuare a lavorare nell’azienda: un’assurdità. È problematica perché, oltre a intasare il mercato con migliaia e migliaia di pubblicazione prive di qualità (la maggioranza degli editori a pagamento non fa uno straccio di selezione ma finge di farla) inganna gli aspiranti scrittori. Li riempie di lusinghe, fa loro credere che pagare sia l’unico modo per pubblicare, che non ci siano editori che pubblicano gratis e via dicendo. In sostanza raccontano un cumulo di frottole. Decisamente troppe per chi sostiene di non aver nulla da nascondere o di cui vergognarsi.

Quando è perché è nata in te la volontà di lottare contro l'EAP?

È nata due anni fa, quando ho aperto il Writer’s Dream. Mi sono imbattuta per caso in un articolo che parlava di editoria a pagamento e ho pensato “no, non è possibile che ci sia gente che creda che funzioni davvero così”. Ho iniziato a parlarne, ad approfondire e a diffondere. Avevo sedici anni.

Quante sono state le adesioni a questa "Prima giornata nazionale contro l'editoria a pagamento"? Lo consideri un buon risultato?

Nell’evento creato su Facebook sono più di 745, e vedo una buona affluenza di post e messaggi. E’ un bel risultato, ma la giornata è ancora lunga.

Cosa si può fare, oltre alle campagne di sensibilizzazione, per cercare di impedire il proliferare della EAP?

L’unico mezzo per combattere l’EAP è parlarne. Dare testimonianze, fare informazione, fare nomi e cognomi e denunciare pubblicamente le scorrettezze. Io mi sono beccata minacce, diffide, campagne di diffamazione e stalking condito da un tentativo di corruzione: la verità spaventa, l’informazione fa paura. Se la massa inizia a parlare l’EAP non può far altro che ritirarsi tra le sue mura. È importante, fondamentale, instillare la consapevolezza negli autori: devono sapere come funziona l’editoria a pagamento. Poi potranno decidere se pagare o meno, ma avranno i mezzi per farlo e non saranno imbevuti delle stupidaggini che gli EAP propinano di norma.

La EAP fonda un parte del proprio successo sulla scarsa capacità di autocritica da parte degli aspiranti scrittori, disposti a tutto pur di vedere pubblicate le proprie opere, quasi sempre di scarso se non nullo valore letterario. A che cosa è dovuta secondo te questa totale mancanza di autocritica?

Al fatto che tutti si sentono grandi scrittori e che hanno molta – troppa – fiducia nelle loro capacità. Tutti si sentono artisti, e sospetto che il proliferare di certe convinzioni sia causato anche dai molti pessimi libri che vengono prodotti e dalla tv ,dove chiunque è considerato artista.

Prevedi altre iniziative simili a quella di oggi? che futuro ha un ipotetico movimento No Eap?

Sì. La giornata nazionale diverrà annuale, ma il movimento non si ferma di certo qui. Il WD va avanti da due anni nella sua battaglia, e i risultati ci sono: autori che ci ringraziano, che trovano l’editore col nostro aiuto, citazioni su testate come Il Giornale e Il Sole 24 Ore e, non ultima, la tavola rotonda al Salone di Torino di quest’anno. Sto lavorando a un dossier/inchiesta sull’argomento che presenterà alcune chicche che stanno già agitando gli animi. Sarà diffuso gratuitamente, in linea con la nostra filosofia.

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