Sono molteplici i motivi per cui mi dispiace scrivere questo articolo. Il primo è che devo parlare di un’operazione abortita, vale a dire della dichiarazione di resa di quell’editor scazzato che aveva lanciato il blog La Vera Editoria, un blog che rappresentava uno dei pochi tentativi di smascherare alcune magagne che affliggono e strangolano l’editoria italiana, sovrapproduzione e scarsissima qualità in primis.
Il secondo motivo per cui provo dispiacere nello scrivere queste righe – lo stesso probabilmente che ha provato l’anonimo autore del blog – è che, nonostante i numerosi articoli su altrettanto numerose testate ne abbiano parlato in questi ultimi giorni, non pare essersi mossa una mosca all’interno del mondo editoriale. Se si tralasciano i pochi editor senza nome che, a detta dell’autore del blog, gli avrebbero dimostrato solidarietà, ma nessuno ha portato avanti la sua battaglia.
Un gran peccato a mio avviso, perché per quanto ne so io, che nel mondo dell’editoria ci sono entrato solo di striscio e da molto poco, l’editoria italiana avrebbe proprio bisogno di una gola profonda che tiri fuori il marcio. L’anonimo blogger, nel suo lapidario arrivederci, ha scritto “cinque mele marce non rendono marce tutte le altre”, io non sono pienamente d’accordo, o meglio, sono convinto che per togliere il marcio dalle case editrici italiane ci sia bisogno di una grande inchiesta sul funzionamento delle suddette.
Dallo sfruttamento del lavoro giovanile iperspecializzato e spesso non pagato, fino alla palese indifferenza verso la qualità dei testi prodotti da parte di una importante fetta del mondo editoriale. Forse vedo tutto nero o sono troppo arrabbiato per quello che la mia generazione accetta di subire, ma questi sono i problemi di cui parlare e ben venga se lo fa qualcuno dall’interno. Voi che ne pensate?
jjane
24 mag 2010 - 22:26 - #1C’è molto nepotismo, nelle case editrici, e più sono grandi e peggio è, e persone che fanne le scarpe agli altri appena possono, e quando i testi non sono curati perché “bisogna far fare la correzione a quell’amico del parente o a quell’altra persona raccomandata” chi ne paga le conseguenze non sono solo quelli che, come me, lo fanno per mestiere e non sono considerati per niente, ma soprattutto gli autori e i lettori.
blogattelle
25 mag 2010 - 18:27 - #2sia detto senza malizia né cattivería, ma risulta assai difficile prendere in seria considerazione simili argomentazioni se poi chi scrive dimostra di non rileggersi: qualcosa sul genere -medico cura te stesso- insomma…
Emilie Rollandin
26 mag 2010 - 15:00 - #3Personalmente apprezzavo l’approccio di questo blog. Continua!!!
blogattelle
26 mag 2010 - 19:03 - #4uhm, colpa mia, credevo fosse chiaro il riferimento a “fanne le scarpe”; fanne??