“Restituire la temperie politica e culturale del Paese attraverso il filtro di storie e ritratti esemplari di cittadini perbene”. Questo uno degli obiettivi di Francesco Moroni in ‘L’Italia che resiste’ (EffepiLibri ed.), che si consegna i ritratti di 20 italiani.
Connazionalei le cui storie trasudano di ’sacrificio, rinuncia (dai soldi alla carriera o addirittura alla vita)’, come scrive nella prefazione Loris Mazzetti. Perchè, come scrive l’autore, anche ‘raccontare è resistere. Districare il viluppo delle trame ordine dall’uomo dal caso o- per chi ci crede- dal destino”
Fra gli altri, troviamo Daria Bonfietti, che lotta da anni per la verità sul caso della tragedia di Ustica, nella quale perse la vita il fratello Alberto, o Piercamillo Davigo, unico componente del pool Mani pulite a calcare ancora le aule giudiziarie senza cedere alla politica.
Bella la storia della contessa Teresa Cordopatri, che a Reggio Calabria inizia una sfida a viso aperto alla ‘ndrangheta riuscendo a indurre lo Stato a confiscare mettere all’asta uliveti su cui aveva messo la mano l’organizzazione mafiosa.
Da leggere anche la storia del calciatore Gaetano Scirea, un ‘ Garrone’ signorile del calcio ormai dimenticato, quando invece troppo spesso la stampa esalta i vari ‘Franti’ dalle pettinature e macchine all’ultima moda.
Ma ci sono – oltre ai ritratti di Pier Paolo Pasolini, Marco Travaglio, Nanni Moretti e Gherardo Colombo - il ‘giudice ragazzino’ Luca Tescaroli e – comunque la si pensi sulla delicata vicenda di Eluana - Beppino Englaro (“come il dio di Elie Wiesel appeso a una forca di Auschwtiz, così le vite di un padre e una figlia sono rimaste inchiodate per diciassette anni a un crocefisso laico di tubi e cuscini, sospeso nel limbo dell’ignavia istituzionale…).
In lista il procuratore Giancarlo Caselli, il giudice piemontese che durante le indagini sulle stragi mafiose di magistrati degli anni ‘90 ‘visse in clausura, lontano dalla famiglia, in un appartamento senza finestre all’ultimo piano di un palazzo in cui era l’unico inquilino, con i sacchi di sabbia davanti al portone d’ingresso e il piantone armato 24 ore su 24”.
Un capitolo viene dedicato poi a Teresa Sarti Strada, moglie di Gino Strada (lei, ‘ombra rossa del gigante, anima discreta e inesauribile locomotiva di Emergency), purtroppo scomparsa recentemente.
Francesco Moroni
L’Italia che resiste
Effepilibri
12 euro
gm
19 mag 2010 - 18:02 - #1Giancarlo Caselli la resistenza la schiaccia con violenza, definisce “milizie” le manifestazioni degli studenti contro la distruzione dell’istruzione e fa incarcerare preventivamente persone che espongono striscioni e si danno appuntamento davanti ai CIE per solidarizzare con i reclusi in questi lager portando anche generi alimentari non adulterati come quelli che di solito sono costretti ad ingurgitare.
Gli eroi non servono, tantomeno quando non sono tali.