"Il nipote del Negus" di Andrea Camilleri

\"Il nipote del negus\" di Andrea CamilleriApprezzo molto di più il Camilleri dei primi romanzi che l'ispettore Montalbano. E l'ultimo libro, "Il nipote del Negus", si avvicina molto alle prime fatiche letterarie dello scrittore siciliano. "Il nipote del Negus" (Sellerio, pp. 277, 13 euro) è una sorta di farsa del regime fascista scritto sotto forma di comunicati ministeriali, missive, frammenti di discorsi, in un botta e risposta tra personaggi molto coinvolgente.

E anche la trama è divertente e ben costruita. Siamo nel 1929, il regime fascista si sta consolidando sempre più, e Benito Mussolini è alla ricerca di un posto al sole nel continente africano. Prima di intraprendere la campagna d'Africa, però, Mussolini cerca di conquistarsi uno spicchio di Italietta attraverso la diplomazia. E l'occasione gliela porge il principe Grhane Sellassié, il nipote del negus, appunto, che decide di iscriversi alla scuola mineraria di Vigàta.

Da qui scaturiscono tutta una serie di lettere e comunicati attraverso i quali i personaggi di questa storia (il direttore della scuola, il ministro degli Esteri, il commissario della cittadina etc) si tengono aggiornati sui progressi di questo particolare studente. Tutti, insomma, cercano di accontentare le voglie e i capricci del nipote del Negus, ragazzino che non disprezza gli abiti di sartoria e i bordelli, e a cui piace vivere nell'agio.

E attraverso questa storia emergono i pregiudizi e la pochezza del regime fascista, in una burlesca rappresentazione di un periodo cruciale della storia italiana. Sì, perché bisogna far sì che il giovane Grhane non si lamenti col Negus... un libro ben scritto, divertente, un libro di satira che riesce a mescolare in maniera ironica storia e finzione, e che riesce a far riflettere il lettore.

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