Una montagna. I nostri prossimi diecimila anni con le scorie nucleari, di John D'Agata

Una montagna. I nostri prossimi diecimila anni con le scorie nucleari, di John D'Agata In questi giorni, grazie al ventiquattresimo anniversario del disastro di Černobyl', ma soprattutto alla lungimirante politica del nostro governo che tesse alleanze strategiche con chiunque per portare il nucleare nel nostro paese, si è tornati a parlare di energia nucleare, di centrali all'avanguardia, ma, come prevedibile, nessuno ancora parla delle scorie, il vero punto interrogativo di ogni progetto riguardante l'energia nucleare.

Questo reportage-romanzo di John D’Agata, professore americano di scrittura creativa e collaboratore della rivista The Believer, intitolato "Una montagna. I nostri prossimi diecimila anni con le scorie nucleari", in uscita il prossimo 29 aprile per i tipi di Isbn edizioni (casa editrice di cui parlo spesso non per spirito marchettaro, ma per l'innegabile qualità che contraddistingue le loro uscite), ci racconta la storia di una delle opere più folli dell'umanità, un'immensa montagna, la Yucca Mountain, a 160 km da Las Vegas, entro il cui ventre svuotato dovrebbero essere stipate oltre 70mila tonnellate di rifiuti radioattivi provenienti da tutto il territorio americano.

Secondo le stime degli esperti che ne curano il progetto, questa enorme discarica naturale dovrebbe garantire la sicurezza delle scorie per un tempo minimo di 10mila anni, ma potrebbe durarne anche 300mila, tanto che il problema maggiore sembra essere quello di inventarsi un linguaggio che i nostri posteri possano capire.

Un libro che suscita molta curiosità e altrettanto interesse, soprattutto in vista dell'annunciato bombardamento televisivo pro-nucleare che, almeno a detta di Berlusconi, dovrebbe iniziare ben presto a martellarci il cervello.

John D'Agata
Una montagna. I nostri prossimi diecimila anni con le scorie nucleari
Isbn Edizioni
Euro 16

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 10 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO