L'amore del bandito, di Massimo Carlotto

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L’amore del bandito, di Massimo Carlotto, uscito qualche mese fa per edizioni e/o, è uno di quei libri che, banalmente, quando lo inizi a leggere poi devi andare fino in fondo, all’ultima pagina. E i motivi sono più di uno.

Innanzitutto l’Alligatore, alias Marco Buratti, personaggio unico nel suo genere: scontroso e dolente, innamorato del Calvados e del blues, refrattario all’uso delle armi. Insomma, umanissimo.

L’Alligatore questa volta ha a che fare con una storia assurda, imprevedibile (o forse no) eppure verosimile, il cui punto nodale è la scomparsa, nel 2004, di quarantaquattro chili di droga dall’Istituto di medicina legale di Padova; si interessano all’evento un po’ tutti: dalle forze dell’ordine alle varie criminalità organizzate.

Il romanzo vero e proprio, però, si apre con il rapimento di Sylvie, una danzatrice del ventre di origine franco-algerina, la donna di Rossini, amico di vecchia data di Buratti. Due eventi che si intrecciano inesorabilmente.

Ma c’è un ma, e sta tutta nella poetica di Carlotto, che ribalta in qualche modo una caratteristica tipica del giallo e del noir e la trasforma in consapevole sfiducia nel sistema giudiziario. Ragione per cui, Rossini, che è tutt’altro che uno stinco di santo, non può certo rivolgersi alle autorità costiutite; ma all’Alligatore sì. Così, all’Alligatore, a Rossini e a «quel ciccione» di Max la memoria, altra storica amicizia, non rimane altra uscita che affrontare il caso con le proprie forze.

Ovviamente non sarà certo una passeggiata scoprire che fine ha fatto Sylvie e, soprattutto, cosa c’entri il suo rapimento con i quarantaquattro chili di droga rubati all’Istituto di medicina legale di Padova.

E qui la città diventa elemento di grande interesse, anche sul piano simbolico, perché Padova si fa terreno comune sul quale si muovono i servizi segreti, le mafie balcaniche e la criminalità locale; nella sostanza diventa una sorta di crogiuolo in cui è possibile osservare alcune delle mafie straniere presenti ormai in pianta stabile in Italia e, in particolar modo, nel Nord est.

In questo senso, L’amore del bandito deve considerarsi come il sequel di Nessuna cortesia all’uscita (che è del 1999), libro in cui si raccontava, già allora, dei rapporti tra mafie dell’Est e balcaniche e criminalità organizzata nostrana. Non ne esce bene nessuno da questo strano connubio, meglio dirlo subito. Si tratta in ogni caso di due mondi che si scontrano: due diversi modi, diciamo così, di intendere il lavoro criminale; due mondi in cui l’unica possibile salvezza, appunto, è l’amore.

L’amore del bandito
Massimo Carlotto
ISBN: 978-88-7641-873-0
Data di pubblicazione: 23 settembre 2009
Euro 15,00

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