Da pochi giorni a Los Angeles, la piazza che si forma all’incrocio tra la Fitfth Street e la Grand Avenue è stata intitolata allo scrittore italo americano John Fante, celebre per romanzi diventati culto, come Chiedi alla polvere o La confraternita dell’uva, e di cui Charles Bukowski, lo scrittore americano maledetto per eccellenza, diceva che fosse “il suo dio”.
Al di là dei giudizi letterari – a me personalmente non è mai piaciuto – la notizia è di quelle belle, di quelle che ogni tanto avremmo bisogno di sentire anche qui da noi, dove le strade, invece che agli scrittori e ai poeti, le dedicano ai politici e ai banchieri, per di più ai peggiori tra essi.
E’ così che a Milano, giusto per fare un esempio, ci ritroviamo piazzetta Enrico Cuccia e presto avremo viale Bettino Craxi, ma forse non avremo ma via Alda Merini, corso Fernanda Pivano, o piazza Fabrizio De Andrè.
Via | Scpr.org
Foto | ©Adolfo Guzman-Lopez da www.scpr.org
Gastroy
13 apr 2010 - 13:04 - #1Se hai il tempo e voglia di provare a rivedere il tuo giudizio su John Fante prova a leggere il racconto lungo “Il mio cane stupido” contenuto in “A ovest di Roma” e il romanzo “Full of life”.
Ciao
leblanc
13 apr 2010 - 13:24 - #2beh, sicuramente proverò… anche perché il primo tentativo risale a parecchi anni fa… grazie per il consiglio…
ciao
N00dles
13 apr 2010 - 19:46 - #3Sono felicissimo. John Fante è uno dei miei scrittori del cuore, se non LO scrittore del cuore per eccellenza. Una delle voci più grandi della letteratura americana del Novecento.
Per l’Italia… è meglio rassegnarsi!
Kim Cooper
21 apr 2010 - 01:54 - #4Qui è un video della cerimonia a Los Angeles (in inglese):
http://www.archive.org/details/JohnFanteSquareCeremony