Beatrice e Virgilio: il nuovo romanzo di Yann Martel sull'Olocausto


È appena uscito negli USA il nuovo romanzo di Yann Martel (nella foto), già autore di Vita di Pi e Self. Lui, lei, o forse entrambe le cose (editi da Piemme). L'ultima fatica letteraria dell'autore canadese s'intitola Beatrice and Virgil, Beatrice e Virgilio.

Il romanzo è ambientato in una bottega di tassidermia (s.f. arte di impagliare gli animali) e vede protagonisti un'asina impagliata (Beatrice) e una scimmia imbalsamata (Virgilio) aggrappata al suo dorso. Sul modello allegorico de La fattoria degli animali di George Orwell, Martel prende spunto da questa immagine per parlare dell'Olocausto degli ebrei.

«Cosa dovremmo fare?» chiede Beatrice a Virgilio.
«C'è qualcosa che possiamo fare?»
«Potremmo andare avanti».
«L'abbiamo già fatto e non ci ha portati da nessuna parte».
«Magari stavolta funzionerà».
«Forse»
(Non si muovono.)
Virgilio: «potremmo parlare e basta».
«Parlare non ci salverà».
«Ma è sempre meglio del silenzio».

Il «New York Times» però non ha gradito, definendo l'intera operazione una volgarizzazione dell'Olocausto per via del paragone, secondo il giornale mal calibrato, tra uomini e animali.

Via | «New York Times»
Foto | Flickr

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