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Gli zombie di Obama: un libro contro gli "obamiani" d'america

Pubblicato: 11 apr 2010 da dario

Obama ZombiesI sostenitori di Barack Obama sono delle povere vittime. Sissignore, vittime di un tentacolare lavaggio del cervello messo in atto dai democratici americani per conquistare il potere e attuare oscure trame dittatoriali nella terra dei liberi e nella patria dei coraggiosi. O almeno così la vede Jason Mattera, opinionista di spicco del sito ultra-conservatore Hot Air, autore di Obama Zombies: How the Liberal Machine Brainwashed My Generation.

Lo scopo del giovane Mattera è evidentemente quello di distruggere il galoppante mito di Obama, che a suo avviso ha lavato il cervello all’America, portandola sulla strada dell’assistenzialismo, del lassismo, diciamo pure del socialismo sovietico di stampo bolscevico d’inizio novecento, alla Sokolnikov e Lenin per capirci.

Obama Zombies, che questa settimana ha raggiunto il 14esimo posto nella classifica dei più venduti libri di non-fiction degli USA, si presenta dunque come l’ennesimo, pittoresco esempio di intolleranza politica, volto a riproporre in salsa pop il solito tentativo - già proprio dei nazisti e di qualunque dottrina totalitaria - di disumanizzare l’avversario, presentandolo come un animale antropomorfo decervellato e senza volontà, in balìa dell’ignoranza, della propaganda, dei condizionamenti psicologici o della più sfacciata malafede.

Se solo si rendessero conto, certi conservatori americani, di quanto ridicolmente disumano appaia agli occhi del mondo un sistema sanitario che abbandona decine di milioni di cittadini al loro destino, consegnando tutti gli altri alle grinfie delle più spietate compagnie d’assicurazioni del pianeta, bé, forse capirebbero che la riforma sanitaria di Obama - peraltro blanda e impacciata - non è roba da film di zombie, ma un atto dovuto di ovvio buon senso. Attendiamo trepidanti che qualche editore italiano si decida a far tradurre la perla del signor Mattera.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Osservatore

    11 apr 2010 - 11:39 - #1
    -1 punto
    Up Down

    “…si presenta dunque come l’ennesimo, pittoresco esempio di intolleranza politica, volto a riproporre in salsa pop il solito tentativo […] di disumanizzare l’avversario…”

    Naaah… scriviamolo meglio:

    “Si presenta dunque come l’ennesimo, pittoresco esempio di come urlare ad alta voce qualcosa accettato da circa il 50% della popolazione - e non accettato dal restante 50% - faccia piovere soldi sull’autore di un libro che, grazie a tale effetto, è balzato fino a un degnissimo 14° posto nella classifica dei best seller. Mossa politica o di self-economy?”

    Meglio, no? ;)

    Ah, e quel “decervellato” (pure in grassetto) non si può vedere! :P

  • Profilo di dm

    dm

    11 apr 2010 - 11:59 - #2
    0 punti
    Up Down

    @Osservatore:
    Sono sempre stato contrario alla pena di morte, come tutte le persone civili. Eppure non le nascondo che i maestrini con la mania compulsiva di correggere gli altri - nel 50% dei casi a vanvera - ecco, quelli io li friggerei come patatine sulla sedia elettrica :-D

    http://www.dizionario.org/d/index.php?pageurl=decervellato

  • Osservatore

    11 apr 2010 - 12:23 - #3
    -3 punti
    Up Down

    @dm:
    grazie del poco gentile appellativo di maestrino, di persona che parla a vanvera e dell’invito a sedermi su quella sedia con quello strano caschetto. Cordialissimo.
    Soprattutto perché ho detto “non si può vedere”, non “non è italiano”, “è scorretto” e cose del genere, che a ragione scaturirebbero un intervento come il tuo (certo, magari senza scomodare la pena di morte. E comunque potresti brevettare il metodo per friggere le patatine tramite passaggio di corrente e senza olio: sai i grassi in meno? :P ).

    Ora, permettimi una spiegazione un po’ più dettagliata, che scaturisce non dalla dottrina del “maestrinesimo” ma del semplice link che hai inserito nel commento. E scusami se ti do del “tu”, non è mancanza di rispetto.
    “Decervellato” viene da “decervellare” che, come tu linki, è un verbo il cui significato è: “fracassare il cervello” ( http://www.dizionario.org/d/index.php?pageurl=decervellare ). Lasciamo perdere che sia un verbo che sembra essere “vagamente” desueto, tanto da essere riportato in pochissime fonti.
    Riportiamo quindi il “decervellare” nell’articolo, nella frase “animale antropomorfo decervellato e senza volontà”.
    E’ corretta? Certo, “animale con forma umana, con il cervello fracassato e senza volontà”. Non fa una piega, in italiano sta in piedi. Ma, lo ripeto, è una bruttura. Non sarebbe stato meglio un più classico “decerebrato”?

    Tutto qui, il mio precedente intervento non era certo incentrato sulla parola “decervellato” ma, visto che mi si accusava di “cretinata in luogo pubblico”, sono intervenuto pure se off topic. Mi scuso.

  • Profilo di dm

    dm

    11 apr 2010 - 12:49 - #4
    0 punti
    Up Down

    «Animale con forma umana, con il cervello fracassato e senza volontà» mi pare una definizione piuttosto calzante di “zombie”, almeno nell’accezione romeriana. Hai presente “La notte dei morti viventi”? Ecco.

    Quanto alla bruttezza o bellezza del termine, a me pare molto più bello di “decerebrato”. Vinicio Capossela ci ha impostato un’intera (bellissima) canzone, “Decervellamento”.

    Quanto alla sedia elettrica, ci sto lavorando col mio psichiatra, prima o poi elimineremo questi miei eccessi d’ira. Un abbraccio ecumenico.

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