L'arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento, di Georges Perec

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L'arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento, di Georges Perec 2 Qualcuno ascriverebbe certamente il nome di Georges Perec tra i pazzi, i folli, i visionari, da richiudere a doppia mandata e dimenticare in qualche manicomio o in qualche ospedale psichiatrico per scrittori. E forse in fondo costoro non avrebbero poi tutti i torti, visto tutto quello che è riuscito a fare questo piccolo francese, dall’aspetto simile a un elfo o a un folletto, nella sua non lunghissima vita.

Campione di enigmistica e di giochi di parole, Perec fu uno dei satrapi di maggior rilievo del collegio di ‘patafisica, che contava tra le proprie fila personaggi del calibro di Raymond Queneau, Boris Vian, François Le Lyonnais. Tra le sue opere che più fanno impressione per rigore e studio ci sono senz’altro La Disparition, romanzo sulla scomparsa della lettera E, scritto ovviamente senza usare la lettera E, La vita istruzioni per l’uso, complesso macro-organismo narrativo, o anche 9691, il più lungo racconto palindromo del mondo con i suoi 5000 e passa caratteri.

Ora, a quasi trent’anni dalla scomparsa di questo formidabile genio, l’Einaudi pubblica un piccolo libretto ancora inedito in Italia, apparso per la prima volta sulle pagine della rivista Enseignement Programmé nel 1968, intitolato L’arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento. Come al solito Perec costringe il proprio genio entro ferree regole prestabilite e decide di seguire passo passo, reiteratamente, senza l’ausilio di alcuna forma di punteggiatura, i passi di uno schema approntato per affrontare la questione sistematicamente:

Supponiamo che tu voglia chiedere un aumento al tuo capo. Prima fermati e rifletti. Poi, prendi il coraggio a due mani e vai nel suo ufficio. Potresti trovarlo alla sua scrivania oppure trovare una sedia vuota. Delle due, l’una: non c’è. Del resto neanche tu sei nel tuo ufficio. Cosa fare ? Non scoraggiarti e aspetta il suo ritorno. Ma il tuo capo potrebbe non tornare. Potrebbe essersi intossicato a mensa mangiando uova marce, o aver ingoiato una lisca di pesce, o aver preso il morbillo da una delle figlie. E se anche rientrasse, chi ti dice che sia di buon umore ? Che ti sorrida e ti faccia accomodare quando bussi alla sua porta ? Che sia questo il momento giusto ? Se è venerdì potrebbe esser meglio aspettare il lunedì. Se è mattina tornare il pomeriggio. E se fosse in piena digestione… Rilassati. Aspetta il giorno dopo e se sarà presente, se sarà disponibile, sforzati di nuovo di convincerlo.

Un libro spassoso, per tutti coloro che nell’attesa di trovare il coraggio di chiedere un aumento al proprio capo, vogliono stordirsi un po’ il cervello percorrendo ossessivamente tutte le possibilità che si potrebbero trovare di fronte…

Georges Perec
L’arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento
Einaudi
euro 9

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