La soppressione delle tariffe agevolate per la spedizione di libri, attuata per decreto interministeriale del 30 marzo 2010 “Tariffe postali agevolate per l’editoria (10A04046) (GU n. 75 del 31-3-2010)”, a partire dal 1° aprile, giornata di solito consacrata agli scherzi e alle burle, ha lasciato sui volti di tutti gli addetti ai lavori tutt’altro che un sorriso.
In questi pochi giorni trascorsi da quel funesto 1° aprile, l’indignazione per una decisione assolutamente incomprensibile e dalle conseguenze letteralmente catastrofiche, soprattutto per la piccola editoria che non si può avvalere di un distributore forte e presente sul territorio, è montata e sta generando le prime reazioni.
Dalla costituzione di un gruppo su Facebook, dal titolo “RIDATECI LE TARIFFE POSTALI AGEVOLATE PER I LIBRI”, promosso da alcune piccole realtà editoriali quali Infinito Edizioni, Mangrovie Edizioni e Edizioni Estemporanee, fino alla apertura di una petizione online per chiedere di “ripristinare immediatamente le tariffe postali agevolate e di convocare un tavolo con la partecipazione sia delle associazioni degli editori sia dei rappresentanti di quella pluralità di soggetti indipendenti da essi non interamente rappresentati e a cui noi vogliamo dare voce”
Per chi ancora non ne avesse sentito parlare e volesse legegre le parole originali del decreto, qui potete trovare il testo, firmato in calce dai Ministri Scajola e Tremonti.
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