
Era da decisamente troppo tempo che non trovavo un libro davvero coinvolgente, di quelli che ti impongono di leggere tutto fino alla fine, di un fiato, più possibile prima di crollare davanti alla stanchezza del sonno, magari la sera prima di dormire, arrivando perfino a sognare di essere parte del libro stesso. Era decisamente da troppo tempo, fino a quando, qualche giorno fa, mi è arrivato tra le mani Eudeamond i Erika Moak, pubblicato dalla Zero|91. Un libro che, leggendo la postfazione, si scopre essere nato sul web, come racconto gratuito affidato ai lettori dall’autrice, appassionata scrittrice “per se stessa”. Fino a quando la fama del libro scaricabile in Word è arrivata oltre i confini della rete, giungendo sulla scrivania di un editore. Per arrivare lì, comunque, ha percorso un altro sorprendente viaggio: dal sito web a Second Life, dove il mondo di Eudeamon creato dalla Moak era stato letteralmente riproposto. E’ proprio attraverso Second Life che il libro è stato affidato ad un editore per la lettura, e da lì ne è poi uscito, in questa sorta di viaggio al contrario dal virtuale al reale.
Ma di cosa parla Eudeamon? Di una città incredibile dove per ovviare il problema delle carceri piene, si pensa di creare una “prigione indossabile”, un completo di lattice in cui vengono rinchiusi i criminali e rilasciati poi nella città. Il completo è dotato di un’intelligenza artificiale, un custodian, che - innestato nel cervello dei Bane (così vengono definiti coloro che entrano nel progetto banishment) - evita loro di commettere altri atti violenti e li punisce in caso di violazione delle norme (avvicinarsi tra loro, avvicinare altre persone, entrare in edifici e così via). La protagonista del romanzo è una giornalista che per onor di cronaca decide di scambiare l’identità con una criminale e di farsi condannare al banishment, al fine di scoprire se è una punizione crudele. Ad alimentare questo suo esperimento è la voglia di riscattarsi dopo una vita di incapacità a provare sentimenti profondi.
Il riscatto alla fine riesce. E non perché scopre le verità sul progetto Banishment, ma perché Katrina, la protagonista, scoprirà la verità su tutti quei Bane che anche alla fine della pena decidono di restare nella muta di lattice, di farsi estendere la pena pur di non lasciare quel mondo. Dipendenza dal lattice come dicono in tanti? No. E’ una situazeone diversa, è il ricongiungersi con il proprio io più profondo, è l’estasi dell’amore. Grazie all’Eudeamon. Cos’è? Leggete il romanzo per scoprirlo. La Moak nelle 320 pagine vi trascinerà in un mondo da cui anche voi vorrete non essere sottratti. Un mondo che scava nel profondo dell’essere umano.
Un romanzo di fantascienza che è molto di più. Dialoghi avvincenti, suspance perfetta, introspezione mai noiosa e hi-tech mai troppo invadente. Il talento e la fantasia di questa scrittrice è paragonabile solo alla meravigliosa creazione di Kubin, “L’altra parte”.
Erika Moak
Eudeamon
Zero | 91 editore
€ 15,00, 319 pp
multiductus
07 apr 2010 - 15:41 - #1Questo decisamente me lo segno!
digitaligor
12 apr 2010 - 14:18 - #2me lo segno anch’io :-)