Anche chi, come me, non ama particolarmente questa forma, ne avrà inevitabilmente una lista di ‘preferiti. Ovvero una lista di racconti a sua parere ‘perfetti’. Senza una riga di troppo o una di meno del necessario.
Racconti che ancora ci ripensi, e ogni volta ti sale alla testa quell’atmosfera unica creata in quel testo. Racconti che in poche pagine ti hanno svelato qualcosa di te, o quelli che ti lasciano senza fiato, dopo l’ultima frase. Ti era anzi sembrato di sentire una porta sbattere, dopo l’ultima riga: ma alzi gli occhi e c’è solo silenzio.
L’invito a tutti voi è ovviamente quello di condividere tale lista e ovviamente come sempre parto io. Inizio da una grandissima, Katherine Mansfield, che vi invito a leggere in lingua anche se masticate poco l’inglese.
Il suo ‘The Canary’, il canarino, storia di una donna affezionata al suo uccellino da gabbia, l’unico a cui possa raccontare i suoi sogni, appena sveglia. O la mitica nonna di Silvia Ballestra (Tutto su mia nonna) che ci rapisce il cuore già nella raccolta di racconti ‘Gli orsi’.
Non dimentico l’amatissima Anna Maria Ortese, con il suo ‘Interno familiare’ e la figura di Anastasia Finizio. Volete saperne di più? Leggetelo. E magari accompagnatelo da ‘O Giovannino o la morte’, di Matilde Serao.
paolo62
29 mar 2010 - 23:07 - #1Non riesco a pensare a un racconto preferito. A differenza del romanzo, il ricordo del racconto svanisce e rimane impressa la personalità dell’autore. La spumeggiante leggerezza di Italo Calvino, l’ironia di Stefano Benni, lo spaesamento di Gianni Celati, la sagacia di Scerbanenco.
Oppure l’atmosfera di luoghi o epoche lontane (Le mille e una notte, Il Decameron).
Ma c’è un nome ce hai citato e che ha suscitato in me un’autentica emozione: Anna Maria Ortese. Non la conoscevo, fino a quando mi è capitato di leggere su una raccolta dell’Europeo un suo reportage (erano gli anni ‘50). E’ stato un autentico colpo di fulmine. Da allora è nell’elenco dei miei autori preferiti.
hap-collins
29 mar 2010 - 23:56 - #2Un pallottola nel cervello, di Tobias Wolf. Quello è il racconto perfetto.
leblanc
30 mar 2010 - 08:43 - #31. “el aleph” di jorge luis borges
2. “campo di mine” di italo calvino
3. “i palloni del signor kurz” di michele mari
monsieurmostro
30 mar 2010 - 10:38 - #4Sebbene per la sua lunghezza possa quasi rientrare nella categoria ‘romanzo breve’, sicuramente Abbiamo ucciso Stella - della purtroppo trascurata, in Italia, Marlen Haushofer: ogni parola che questa donna ha vergato si trova esattamente dove deve stare, che miracolo!
Ma anche Alice Munro, i suoi racconti sono gemme purissime, tutti: cito solo Quello che si ricorda, dalla raccolta Nemico amico amante.
Beh, la lista potrebbe davvero essere infinita…
Sara - Booksblog
30 mar 2010 - 11:06 - #5@paolo62: la monografia dell’Europeo con il viso della Ortese campeggia anche in camera mia!
@monsieurmostro: quello che si ricorda della munro…sono d’accordo con te.
E ora devo leggere tutti gli altri che sono stati consigliati!
seal
30 mar 2010 - 21:54 - #6Non lo sò! Io consiglierei il commerciale “L’eleganza del riccio” mi piace…per i miei ricordi di gioventù “Il gabbiano Jonathan Livingston” per bellezza e tensione”Lettera di una sconosciuta” e un classico. Tutto di tutto su Hermanne Hesse.
seal
30 mar 2010 - 21:58 - #7La Ortese la conosco perchè vidi un suo documentario, di lei mi è rimasta impressa l’evidente semplicità e la fame reale che ha segnato tutti gli artisti. Spero di leggerla presto (quando ho tempo!)
Y2DIFRA
30 mar 2010 - 23:50 - #8Tristano di Thomas Mann…
monsiuermostro
31 mar 2010 - 11:25 - #9Dato che il mio consiglio è stato apprezzato, mi faccio ardito e lancio un appello: ragazzi, leggete Marlen Haushofer! La sua è una scrittura che ti cambia l’anima, non sto facendo iperboli. Purtroppo, qui, è quasi completamente sconosciuta, stampata solo dalla mai troppo lodata eo, che però, ormai, ristampa soltanto quello che ‘ufficialmente’ viene riconosciuto come il suo capolavoro: La parete. Il resto delle sue opere tradotte in italiano - poche, della sua comunque scarsa produzione - sono introvabili, e io ho sudato le famose sette camicie per ottenere le mie preziosissime copie! Se si cominciasse a risvegliare un poco di interesse intorno a questa incredibile scrittrice, chissà che qualcuno non esca dal torpore editoriale…
seal
31 mar 2010 - 21:41 - #10Marlen Haushofer! come suggerito monsiuermostro…vediamo se riesco a evolvere la mia visione letteraria, a trovare parole nuove di maestri nuovi.
monsieurmostro
01 apr 2010 - 11:08 - #11@seal: Sono lieto che il mio panegirico di questa autrice ti abbia incuriosito. Sono certo non rimarrai deluso. La Haushofer è autrice caduta presto in oblio anche in patria, a causa della sua precoce morte, recuperata, poi, dal movimento femminista: ma tu non lasciarti ingannare! La sua è certo una scrittura al femminile, ma potente di una visione universale, lucida come un coltello da mattatoio, sugli inganni della vita, della società - una spietata disamina del microcosmo famigliare e degli affetti. Se dovessi azzardare paragoni, potrei citare certa Bachmann, oppure la Némirovsky, certo la contigua Wolf. Scrive di lei palma Severi: “Marlen Haushofer è probabilmente la scrittrice più inquietante che sia stata pubblicata in Italia negli ultimi anni. I suoi libri non sono dei gialli o degli horror, ma hanno la suspence dei primi e la ferocia dei secondi.”
Condivido ogni parola! Spero di aver incuriosito altri navigatori di Booksblog! :-)
“Naturalmente potrei anche pensare al futuro, ma non lo faccio mai. Arriverà anche senza il mio intervento e misteriosamente ci renderà ciò che mai avremmo voluto essere. Ogni minuto, ogni secondo continua a mutarci in qualcosa di lontano da noi.”, dal racconto Abbiamo ucciso Stella
monsieurmostro
03 apr 2010 - 12:14 - #12Scusate se torno sul post, ormai fuori tempo massimo, ma aver dimenticato Carver e il suo Una cosa piccola ma buona, non mi dava pace. Tutto qui.