Come sceglie i libri da pubblicare una casa editrice? E com’è la vita di una piccola casa editrice? Di queste e di altre questioni libridinose abbiamo parlato con Daniele Bonfanti, editor-in-chief delle Edizioni XII.
Come nascono le Edizioni XII?
Dall’incontro – dapprima virtuale, all’inizio del 2007, – di un gruppo di autori e giornalisti con esperienze molto diverse ma con l’idea condivisa di fare editoria di genere che mirasse alla massima qualità del libro senza trascurare alcun dettaglio; immune alle mode, puntando soprattutto su autori italiani, osando e cercando il nuovo. Dopo due anni di sostanziale rodaggio e di consolidamento nell’underground, dall’autunno 2009 stiamo lavorando a pieno regime.
In base a quali elementi decidete i libri da pubblicare?
Debbono essere libri che hanno una personalità e un carattere molto forti; che si distinguano. Per capirci: non vedrai nostri libri con vampiri-emo. Questo a livello di individualità del libro; sincronicamente, cerchiamo una solida identità della linea editoriale sia delle singole collane che in generale. Quindi ci sono temi ricorrenti e affinità che riemergono da un libro all’altro, e che ci interessa esplorare; per citarne alcuni in ordine del tutto sparso: il lavoro sul corpo e la sua alterazione, il superamento dei limiti “umani”, gli angoli sconosciuti della mente umana, l’Archetipo, l’Alchimia, la prospettiva discronica, il territorio come protagonista vivente, il confine tra Realtà e Immaginario.
Privilegiamo poi libri ricchi di idee e molto densi di contenuti, dietro i quali si noti un notevole lavoro da parte dell’autore; che si può poi concretizzare in varie forme: che si tratti di un’accurata ricostruzione storica, di una rielaborazione folclorica, di una documentazione approfondita, di innesti fanta-scientifici ragionati, originali e plausibili, di ricerca stilistica o strutturale…
Ho visto sul vostro sito che avete pubblicato anche degli ebook: che ne pensi del libro “elettronico”?
Tutto il bene possibile. È uno strumento che diffonde la cultura e che facilita il reperimento di titoli; dà la possibilità a tutti di leggere di più. Questo è bellissimo. Che la gente legga di più può solo far bene tanto ai lettori stessi, quanto agli autori e anche agli editori – quelli che non saranno così pachidermici da non innovarsi, ovviamente; e non saranno pochi i pachidermi, questo è certo. Selezione naturale positiva, visto che ci sono troppi, troppi editori.
Secondo te, quali sono i vantaggi – e i problemi – di una “piccola” casa editrice?
Il vantaggio principale è senz’altro una maggior libertà, la possibilità di non guardare alle tendenze di mercato e al soldo, ma alla produzione di libri di cui si vada orgogliosi. Per inciso: ho parlato più di una volta – qui e in risposte precedenti – di scelte anti-commerciali. Non vorrei sembrasse, la nostra, una vocazione anti-commerciale per partito preso. Questo sarebbe sciocco e ingenuo, noi i libri li pubblichiamo perché siano commercializzati il più possibile, e sarebbe miope affermare che ciò che è valido non possa essere anche ben vendibile: semplicemente crediamo che per una casa editrice medio-piccola l’unica strada possibile sia quella del distinguersi – per scelta e cura dei libri –, di essere una garanzia agli occhi del lettore esigente.
I problemi sono tanti: per esempio la quasi totalità degli organi di stampa e dei media è asservita in maniera totale ai grandi gruppi editoriali; danno quindi spazio solo ai libri degli editori a loro legati, o in grado di investimenti stratosferici per comprare campagne pubblicitarie (spesso travestite: recensioni comprate o altro). Lo spazio per i medi e piccoli editori non c’è. Per fortuna però su Internet le cose vanno diversamente.
Ci sono tanti altri problemi, tanto per dirne uno la burocrazia assurda (e una piccola casa editrice non può permettersi personale dedicato per ogni cosa), e le difficoltà sono all’ordine del giorno. Ma in ogni caso, a conti fatti, ne vale la pena: le soddisfazioni di cui ai “vantaggi”, se si lavora con passione e con cura, superano le scocciature di cui ai “problemi”.
Come vedi l’editoria italiana? E gli autori?
L’editoria italiana è soprattutto troppa. Ci sono più scrittori e editori che lettori. A parte rare, pregevolissime eccezioni (che ci sono, sia tra i grandi che tra i piccoli editori; si possono elencare in pochi secondi, ma ci sono e sono tenaci!): la qualità media è infima; il mercato corrotto; la disonestà tentacolare; la serietà un optional; i professionisti malpagati; la professionalità rara; l’incompetenza un totem; la superficialità imbarazzante a ogni livello; i giovani sfruttati e ingannati; la progettualità una strana parola; la lungimiranza sconosciuta e forse anche un po’ temuta. Italian style, 100%.
Autori. Parlo dei generi di cui mi occupo: ne abbiamo davvero di eccellenti. E forse, dico forse, qualche segnale che finalmente si stia cominciando a guardare meno all’estero, e rendersi conto di quanto di buono abbiamo in casa, c’è stato. Basti pensare a diversi autori che hanno finalmente potuto “mollare” i propri pseudonimi anglofoni. Oppure a Malarazza di Samuel Marolla: una (eccellente) antologia di racconti – in genere snobbate in favore dei romanzi – di orrore puro, senza mezze misure, e a firma di un autore giovane, edita da un editore come Mondadori. E ci sono diversi altri esempi significativi. Spero si continui a lavorare in questa direzione.
Daniele Bonfanti lettore: che libro stai leggendo ora?
Repetita di Marilù Oliva, edito da Perdisa: un thriller scritto molto bene, con un protagonista ottimo.
Consiglia due libri ai nostri lettori: uno delle Edizioni XII e uno di un’altra casa editrice.
Di XII consiglierò il prossimo libro in uscita: Raimondo Mirabile, futurista, di Graziano Versace. Un romanzo di fantascienza ambientato nella Milano d’inizio secolo, con atmosfere alla Verne o H.G. Wells se vogliamo, ingredienti steampunk e un solidissimo e fascinoso background di esoterismo e filosofia. Di un’altra casa editrice: L’estate di Montebuio di Danilo Arona, edito da Gargoyle l’anno scorso: un libro davvero importante, uno dei migliori horror metafisici che abbia letto in assoluto.
Cosa bolle nella pentola delle Edizioni XII?
Tante cose. Troppe, per le mie ore di sonno. Tra aprile e novembre, abbiamo in piano altre dieci uscite. Stiamo poi lavorando per migliorare la nostra presenza distributiva sul territorio. Anche perché a inizio 2011 ci sarà una novità editoriale – che comunque annunceremo a breve – di grande peso. Intanto, per tutti gli autori di racconti fantastici e fantascientifici, sono aperte le iscrizioni alla nuova edizione del nostro concorso Circo Massimo. Mi fermo qui, altrimenti mi viene il mal di testa a pensare a tutto il lavoro che c’è da fare.
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