Kapò di Aleksandar Tišma

pubblicato: martedì 16 marzo 2010 da Robo

Kapò di Aleksandar TiÅ¡maHo letto questo libro in treno e credo che sia stata la scelta giusta. Non perché il romanzo di Tišma parli di viaggi, ma perché è proprio un viaggio tra i pensieri e le riflessioni di un uomo. E questo viaggio interiore riguardava quanto avvenuto in un campo di concentramento, altra situazione che rammenta i ben tristi treni dei deportati.

Aleksandar Tišma (1924-2003) – tra i più autorevoli e apprezzati scrittori della ex Jugoslavia – in Kapò narra l’avventura umana di Vilko Lamian, ebreo, che, per sopravvivere nei campi di concentramento di Jasenovac e di Auschwitz muta di pelle come il serpente e si trasforma in Furfa, un kapò, appunto. Terminata la guerra, vive tra i rimorsi, soprattutto dopo aver ritrovato per caso un giornale che gli riporta alla memoria una delle sue vittime, Helena Lifka, di cui aveva abusato sessualmente. La ricerca di Helena – e la ricerca del perdono – costituiscono l’ossatura del romanzo.

Poderoso il linguaggio di Tišma, reso in un buon italiano dalla traduttrice Alice Parmeggiani. La descrizione di quanto avviene dentro Vilko è minuziosa e mai noiosa. Più volte sono ritornato su alcuni passi per continuare ad assaporare le parole usate.

Provava nausea per se stesso, ma non tentava di redimersi seguendo i principi di quella morale gotica, non solo perché era convinto […] che fosse tutta una frode, ma anche perché sentiva che in quella frode per lui non c’era posto, che ne era irrevocabilmente escluso. Quella consapevolezza, tuttavia, non lo faceva neppure ritornare fra gli altri esclusi; al contrario, avendo gettato luce dentro di sé sulle ragioni della loro esclusione, inorridiva al solo pensiero di identificarsi con loro (pag. 65)

Un altro prezioso romanzo che la casa editrice Zandonai presenta sul mercato italiano per “contribuire al dialogo fra culture e discipline differenti attraversando ed esplorando con la passione del racconto territori, saperi e generi letterari”.

Aleksandar Tišma
Kapò
traduzione di Alice Parmeggiani
Zandonai, 2010
ISBN 978-88-95538-39-6
pp. 325, euro 23

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