Un reportage che inizia e finisce nelle periferie di una grande metropoli Roma, esplorando luoghi che a nessuno verrebbe in mente di considerare orizzonti di viaggio da scoprire.
E’ questo il principio ispiratore di ‘Da Roma a Roma’, dello scrittore Andrea Carraro, già autore de Il branco, che racconta lo stato attuale dei margini della Capitale d’Italia.
Il viaggio inizia dal cantore per eccellenza delle periferie romane, Pier Paolo Pasolini, partendo dal luogo in cui è posizionata la sua stele, ‘una lunga curva scura sormontata da un bel cielo azzurro solcato da strinature rossastre, e lambita dalla tavola del mare grigio ferro’.
Ci sono poi le chiese di Centocelle,quella cattolica di via Palmiro Togliatti e quella evangeliche pentecostali di via dei Ciclamini (dove la messa finisce facendo ‘un bell’applauso a Gesù’).
Passiamo poi a conoscere realtà di accoglienza e solidarietà ai margini, come la casa per bimbi e ragazzi portatori di handicap di Grottaferrata ‘Villaggio Litta’, gestita da padre Jacques, che è arrivato dal Burkina Faso per essere punto di luce per i giovani disabili del quartiere e non solo.
Oppure gli ‘angeli con la siringa’ di Ostia, l’unità di strada Magliana 80, che fornisce ai tossici di zona siringhe pulite e profilattici in cambio di aghi usati, in modo da preservare dai contagi di Hiv chi non può fare a meno di bucarsi.
E poi ti capita, in mezzo alla solita ‘vippata’ estiva di Torvajanica, di guardarti intorno e di pensare che la gente che siede sotto al palco allestito sul litorale sia diventata gggente, e non sia più popolo, come teorizzava Pasolini stesso, d’altronde.
C’è anche tempo per una sortita dallo ‘zozzone’ sulla via Tiberina, un posto leggendario per come si mangia ma che è poco più “di un pollaio lercio e maleodorante, servito da due coniugi sdentati…una canotta ingiallita e tutta macchiata di sugo e un paio di pantalonacci lui, una vestarella stinta e ingozzita lei” (e purtroppo la buona fama della loro cucina non si dimostrerà tale).
C’è anche la divertente sortita ad un golf club di Due Punti, dove il nostro intravvede anche Piero Marrazzo circondato di pariolini, e viene poi scacciato via con l’accusa di scrivere per un giornale comunista (L’Unità). Ma la ricompensa verrà ottenuta perchè l’autore farà pipì su un albero secolare col figlio di sei anni, per cui è anche riuscito a rubare una palletta.
E che dire della crociera in battello sul Tevere, durante la quale ai turisti tocca guardare, oltre al meraviglioso profilo di Castel s. Angelo, anche i cumuli di immondizia e le baracche dei barboni sotto i ponti?
Si prosegue la lettura con la curiosità di sapere cosa mai potrà scoprire l’autore sulle pizzerie di San Lorenzo (spartane, ma con i prezzi rincarati), o sul quartiere Africano.
Visita negata, in un primo momento, anche al quartiere ’sottochiave’ dell’Olgiata, mentre guida per l’area di Tor Vergata sarà il randagio Buck (”si, proprio come il protagonista canino de Il richiamo della foresta di Jack London”) che lo ’scorta’ a conoscere gli abitanti del quartiere che si prendono cura di lui.
Andrea Carraro
Da Roma a Roma
Ediesse ed.
10 euro
Anteprima del commento