Il peccato nascosto. Lo scandalo dei preti pedofili e i silenzi della Chiesa

pubblicato: lunedì 15 marzo 2010 da Robo

Copertina del libro Il peccato nascostoProprio in questi giorni in cui notizie di preti pedofili (tedeschi) tornano sulle prime pagine dei giornali la casa editrice Nutrimenti manda in libreria un testo, di autore anonimo, dal titolo Il peccato nascosto. Lo scandalo dei preti pedofili e i silenzi della Chiesa. I documenti della commissione d’inchiesta sui casi irlandesi. Le tante storie italiane dimenticate da giornali e tg.

Mettiamo subito i puntini sulle i: la maggior parte delle persone di chiesa adempie con scrupolo ai propri doveri. E chiariamo pure che i pedofili, purtroppo, non esistono solo dentro alla chiesa cattolica. Detto ciò, però, è sconfortante leggere degli abusi da parte di sacerdoti nei confronti di minorenni. L’abuso sessuale verso minori da parte di ecclesiastici è tanto più odioso per due motivi principali: il primo è che, culturalmente, siamo portati a fidarci di preti e suore e a loro affidiamo i nostri piccoli (scuole, catechismo, campi scuola, associazioni). Venire traditi proprio da chi per lavoro (passatemi l’espressione) dovrebbe essere di spiccata moralità è un pugno nello stomaco non indifferente. Il secondo motivo è che, fino ad ora, la chiesa cattolica si è preoccupata di salvare il proprio buon nome e non ha esitato a mettere i bastoni tra le ruote alla giustizia civile quando questa voleva indagare su denunce di pedofilia che la riguardavano.

Il peccato nascosto narra alcune storie di preti pedofili, tutte documentate principalmente sulla base di documentazione processuale. Il libro è diviso in due parti. Nella prima viene presentato il rapporto Murphy, quel rapporto, cioè, messo in piedi dall’Irlanda, in modo autonomo, nel quale sono state analizzate le denunce di pedofilia a carico di sacerdoti. Ne emerge uno sconsolante quadro di preti, vescovi e cardinali che, pur di salvarsi la faccia, di salvare il buon nome e i beni della Chiesa non hanno esitato a nascondere prove, coprire reati, infangare le vittime. Sì, perché questo, in fin dei conti, è l’aspetto più odioso. Da parte della chiesa non c’è mai attenzione e com-passione (nel senso etimologico del termine) verso le piccole vittime di questi reati. Al massimo, sono un mero incidente di percorso.

Nella seconda parte il libro analizza alcuni casi di pedofilia da parte di preti italiani. Forse siamo abituati a sentire parlare di preti pedofili in Irlanda, negli USA, ora in Germania e non ci rendiamo conto che sono cose che accadono anche nella nostra cattolicissima italiana. La pubblicazione, in questa sezione, di una testimonianza di un ragazzo vittima delle attenzioni di un prete di Roma è veramente un macigno da digerire:

Io tuttora all’università non so con chi studiare perché non mi fido di nessun collega a cui dire “studiamo insieme”, perché non mi posso fidare fino a quando io non le reputo degne. E non lo potranno mai essere, perché le persone che sono state reputate degne da altri e che hanno avuto a che fare con me, mi hanno fatto soffrire. Questo è quello che provo ora, ecco perché tremo e sono nervoso e c’ho la voce lacrimante; perché se potessi piangerei (pp. 100-101)

Di certo io non sono un mangiapreti, anzi proprio tutto il contrario. Ma la rabbia che ho provato nel leggere le pagine de Il peccato nascosto mi sta accompagnando da qualche giorno e mi fa riflettere molto. Anche notando l’atteggiamento della stampa italiana di questi giorni: avete notato che il discorso pedofilia-Germania-fratello del papa-Papa sono praticamente scivolati via come un soffio di vento? Non voglio certo dire che c’entri qualcosa il papa o suo fratello, però è emblematico l’atteggiamento della stampa che aiuta a nascondere alcune cose. Un po’ come fa la chiesa, insomma.

Azzecatissima l’immagine di copertina in cui il vento alza la mantellina di papa Benedetto XVI coprendogli il volto. Ed è inutile che lui stia dinanzi a un microfono intento a parlare: a volte non è necessario aprire bocca per parlare. Urgono azioni concrete.

Anonimo
Il peccato nascosto.
Lo scandalo dei preti pedofili e i silenzi della Chiesa. I documenti della commissione d’inchiesta sui casi irlandesi. Le tante storie italiane dimenticate da giornali e tg

Nutrimenti, 2010
ISBN 978-88-95842-58-5
pp. 175, euro 12,00

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Commenti dei lettori

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  • Roberto P.

    03 giu 2010 - 10:44 - #1
    0 punti
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    Salve a tutti ,
    commenterei con queste parole:

    2. Gesù rivela ai suoi discepoli che uno di loro lo tradirà. Non v’ha dubbio possibile che Gesù lavò i piedi a Giuda come agli altri; ma non lo fece per ignoranza, perché non appena ripreso il vestito di sopra, che si era tolto per esser più libero nei suoi movimenti Giovanni 13:4, e sedutosi di nuovo alla mensa, egli annunziò che non tutti erano netti, ma che in uno di essi si realizzerebbe la descrizione profetica del traditore fatta in Salmi 41:9; e dipoi, “turbato nello spirito”, dichiarò esplicitamente che uno di loro lo tradirebbe. L’effetto naturalissimo di una tale dichiarazione di Gesù fu di riempire i discepoli di timore e di renderli sospettosi gli uni degli altri. Finalmente Pietro accennò a Giovanni, il quale trovavasi più vicino al Maestro, di accertarsi di chi egli intendesse parlare. Il nome di Giuda non fu pronunziato; ma Gesù diede a Giovanni un segno al quale non poteva mancare di riconoscerlo. Dopo che Giuda ebbe preso il boccone datogli dal Signore, Satana entrò in lui, ed, egli, licenziato dal Signore con significanti parole, uscì per tradirlo, mentre i più fra i suoi compagni credevano che fosse andato ad adempiere qualche incombenza datagli li dal Maestro, perché portava la borsa comune alla piccola comitiva Giovanni 13:18-30.

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