Uno dei concetti storicamente più controversi è quello di “rivoluzione”, espressione ormai abusata e banalizzata che sembra evocare soltanto la storia passata o angoli di mondo a noi lontani, e si trascina sempre dietro infiniti dubbi: chi la fa? contro chi? per ottenere cosa? in che modo? con quali risultati? a che prezzo?
Nel suo ultimo romanzo del 1938, “La cospirazione”, Paul Nizan ci ricorda quanto lacerante sia stata la ricerca di un senso rivoluzionario per chi era intellettuale, e politicamente schierato, nel lungo ventennio che ha preceduto la Seconda Guerra Mondiale.
I giovani borghesi che lui ci descrive, in guerra contro la propria società, contro la propria classe sociale e contro la propria famiglia sono in definitiva in guerra contro se stessi, alla feroce ricerca di un senso che indirizzi le loro energie e il loro pensiero verso un futuro in cui non vergognarsi di quello che si è stati e di quello che, nel frattempo, si è diventati. In questo senso “rivoluzione” è quella che facciamo, o dovremmo fare, tutti quanti per guadagnarci la nostra identità nel mondo.
La cospirazione
Paul Nizan
Robin Edizioni, 2010
Pagg. 288, €15
franco292
14 mar 2010 - 23:57 - #1Ciao, ti invito in http://barzellettedivertenti.myblog.it/
e’ un blog che fa ammazzare dalle risate