Ad personam di Marco Travaglio, ovvero la privatizzazione della democrazia

pubblicato: mercoledì 10 marzo 2010 da Andrea Coccia

Ad personam di Marco Travaglio, ovvero la privatizzazione della democrazia “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, almeno questo è ciò che dice l’articolo 3 della Costituzione Italiana, risalente a quando, subito dopo la guerra, provammo a costruire un paese dove le ingiustizie e i soprusi da cui il paese stava cercando di uscire in quel momento non avrebbero potuto mai più ripetersi.

Ma ora, a distanza ormai di oltre 60 anni dal momento in cui quell’articolo fu scritto, siamo costretti a fare i conti con una realtà politica che costantemente, almeno da tre lustri, disattende questo principio fondante del nostro statuto democratico, costruendo il proprio carnet politico su priorità completamente disallineate a quelle che riguardano il paese, limitandosi ad arricchire i già ricchi codici giuridici di leggiuncole Ad personam, Ad personas, Ad familiam, Ad castam, Ad aziendam, Ad mafiam.

E’ su questo cardine che si impernia la ricostruzione degli ultimi 16 anni di vita politica, dal 1994 al 2010, fatta da Marco Travaglio, giornalista che vede il suo ascendente presso gli italiani variare da un amore sfrenato ad un odio inguaribile, nel suo ultimo libro edito da Chiarelettere, intitolato Ad personam.

Dai decreti Conso e Biondi dopo Tangentopoli alla Bicamerale (“Il piano di rinascita democratica? Me lo stanno copiando con la bozza Boato”, esultava Licio Gelli). Per continuare con le leggi sul falso in bilancio, le rogatorie, le intercettazioni, con le norme pro Sofri e Dell’Utri, pro Sismi e Telecom, e con i condoni fiscali ed edilizi, con l’indulto del centrosinistra, con i lodi Schifani e Alfano, gli illegittimi impedimenti e il processo breve che fulmina gli scandali Mills, Cirio, Parmalat, Fiorani, Unipol, Calciopoli e le truffe della clinica Santa Rita. Tutti salvi.

Queste ed altre sono le magagne che Travaglio fa riemergere dal nostro passato più recente, un passato che per cause che ancora ci sfuggono, ma che sono essenzialmente riconducibili ad una ben pianificata strategia della dimenticanza, abbiamo rimosso dalla nostra memoria. E lo fa ripercorrendo sistematicamente la storia politica del quindicennio, dedicando un capitolo ad ogni governo, dal Berlusconi I al Governo Dini, dal quinquennio governato dalla sinistra, da Prodi a D’Alema, fino ai governi Berlusconi II e III, passando naturalmente per il Prodi II.

Più che un libro che bisogna assolutamente leggere, direi che quello di Travaglio è un metodo giornalistico che bisogna assolutamente apprendere, fondato, come disse il suo maestro Indro Montanelli, sull’arma legale rappresentata dall’archivio, vale a dire dalla memoria storica, esattamente quella che stiamo, perdendo pezzo per pezzo.

Marco Travaglio
Ad personam
Chiarelettere
euro 16,90

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di adso-da-melk

    adso-da-melk

    11 mar 2010 - 12:53 - #1
    0 punti
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    L’unico neo dei libri di Travaglio è, per mia personale esperienza, che ne leggi uno. Tutto il resto diventa drammaticamente scontato. Francamente chi me lo fa fare di rovinarmi il fegato per centinaia e centinaia di pagine?

  • Profilo di robymix

    robymix

    13 mar 2010 - 00:27 - #2
    0 punti
    Up Down

    si capita anche a me…
    la cosa triste è che non è il libro in se ad essere deprimente…sono i fatti raccontati…

    io devo leggerli a rate…e i conati x la politica, mi vengono lo stesso…pensa se no..

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