Intervista a Charlaine Harris tra romance, fantasy e mistero

Charlaine Harris

La “mamma” di Sookie Stackhouse è arrivata a Roma per presentare il quarto romanzo della serie in edizione economica Fazi Editore, “Morto per il mondo”, il più appassionante fra quelli pubblicati finora in Italia (grazie alla massiccia presenza di Eric): ve lo avevamo anticipato. Ma noi di Booksblog siamo andati oltre e abbiamo intervistato Charlaine Harris, arrivata allo Shangò lievemente stanca per quelle 23 interviste concesse nella stessa giornata ad altri giornalisti, ma pronta a dispensar fragorose risate presentata da una signora padrona di casa com’è Rosaria Renna.

Quando ha finito un libro, qual è la prima persona cui lo fa leggere?
Ho due amiche molto care. Sono Tony Kelner e Dana Cameron, le mie prime lettrici.

Quanto tempo impiega a scrivere un libro?
Ci metto il tempo del contratto. Ad esempio “Morto per il mondo” l’ho scritto in sette mesi. Ora sono concentrata sull’undicesimo romanzo. Ho firmato un contratto con l’editore affinché la serie di Sookie continui fino al tredicesimo libro. Se la saga continuerà oltre il tredicesimo volume lo sapremo tra qualche tempo.

Ha dichiarato di scrivere tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 16, ma qual è il luogo dove riesce a trovare la giusta concentrazione?
Per lavorare mi rifugio nel mio minuscolo monolocale davanti casa. Dovete immaginarlo come un mio piccolo museo. Ci sono poster della serie tv alle pareti, premi sulle mensole, lettere dei fan, un armadio che contiene copie dei miei libri tradotti in 30 lingue e regali di amici e lettori.

Viste le congetture horror che sciorina nei suoi romanzi, suo marito (ingegnere) teme la sua presenza?
Mio marito non deve temere per la sua incolumità perché mi sfoga scrivendo e quindi non gli farei mai del male.


L’originalità dei suoi romanzi è tutta nel “nuovo” punto di vista che esplora l’uscita allo scoperto dei vampiri, impegnati in un difficoltoso tentativo di integrazione nella (terrorizzata!) società contemporanea. Ma potendo consigliare quest’ultimo libro a un lettore che ancora non conosce la sua penna, a chi lo suggerisce?
In una società che per “mettersi al sicuro” offre alla gente il Tru Blood, un sofisticato sangue sintetico che consente ai vampiri di nutrirsi senza più dover uccidere gli esseri umani, questo mio quarto libro lo consiglierei a chiunque ami la buona letteratura: per sfuggire al quotidiano.

Vivendo in Arkansas, cosa fa nel tempo libero la Harris?
Mi piace leggere, ma nel tempo libero mi comporto esattamente come tutti: faccio la lavatrice, tengo a bada i miei tre figli e il marito ovviamente, guardo la televisione e cucino per la mia famiglia.

Quale scrittore le ha regalato più emozioni?
Adoro la fantascienza. Ma forse lo scrittore che mi è entrato più nel cuore è Jackson Shelley. Mi ha influenzato molto anche Edgar Allan Poe. Mi piace molto anche Jean Hosten.

Cosa desiderava fare da grande, la piccola Harris?
Esattamente la scrittrice: sono stata particolarmente fortunata perché è l’unica cosa che so veramente fare.

Dopo aver visitato Roma, ha pensato di ambientare dei vampiri al Colosseo?
L’ha già fatto la Meyer, non vorrei arrivare seconda…

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