La situazione politica italiana più o meno la conosciamo tutti, attraverso giornali e televisione ne gustiamo ogni giorno le ipocrisie e le contraddizioni. Da una parte e dall’altra, da sinistra a destra, la politica italiana sembra essere sempre meno in grado, in questo periodo soprattutto, di far fronte alle tante difficoltà del paese reale che di conseguenza si allontana dalla partecipazione politica, almeno da quella canonica del mondo partitocratico.
In questo calderone politico di faide all’ultimo scoop, tra escort e trans, tra cocaina e festini, c’è una parte dell’Italia che sembra aver trovato la forza di scrollarsi di dosso l’arrendevolezza e la frustrazione e ha provato a percorrere una strada nuova, quella fuori dagli schemi della polverosa politica, quella reale e viva del movimento, un movimento che ha preso il nome dal colore che lo unisce: il viola.
Gianfranco Mascia in questo libro, edito dalla Baldini&Castoldi Dalai, dal titolo Il libro viola. Storia del movimento no b-day, di questo popolo dai mille volti, capace di radunare cifre di tutto rispetto durante le sue iniziative, cerca di rimettere insieme la storia, ricostruendone la genesi e proponendo alcuni consigli “su come utilizzare il proprio tempo libero per fare quello che i partiti non sanno più fare”.
Un libro interessante, dedicato a tutti coloro che vogliono cercare di cambiare questo paese nell’unico modo in cui non è mai stato fatto, dal basso.
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