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Dal libro al film: Amabili resti

Pubblicato: 25 feb 2010 da sara

Avvertenza: se non avete ancora letto il libro o visto il film che ne è stato tratto, Amabili resti, non leggete questo post, perchè potrei svelare dei particolari della trama che vi piacerà scoprire da soli, immagino.

Allora, come al solito in questa rubrica facciamo il punto in maniera ipercritica su film tratti da libri che sono molto piaciuti a chi scrive. Amabili resti, di Alice Sebold, è uno di questi. Il primo verdetto (andare o no a vedere il film) è sempre il più difficile, e questa volta complesso da dare.

Andate a vederlo senza aspettarvi di ritrovare nel film l’atmosfera veramente unica che Sebold ha saputo ricreare nel suo libro.

La sua protagonista, infatti, Susie Salmon (come il salmone), ha quattordici anni e ci narra la sua storia (è stata abusata e uccisa da un vicino di casa) dal suo personale paradiso.

Si tratta, nel libro, di un posto molto strano, molto poco definito (è un luogo di felicità assoluta ma si prova solitudine, e non si arriva a vederne i confini) in cui si trova in uno stato d’animo davvero particolare. E’ una sorta di malinconia verso una vita che l’ha abbandonata proprio quando era più piena di promesse.

Suzie avrebbe voluto stare fisicamente insieme al ragazzo di cui è innamorata, continuare a passare le domeniche in famiglia, riabbracciare i suoi fratelli, o i suoi genitori, correre. Non può più farlo, e riesce a narrare tragedie terribili (la devastazione dell’anima dei suoi genitori, il freddo calcolo del suo assassino, il ritrovamento dei suoi resti) guardando il tutto da molto, molto lontano.

Non sto dicendo sia priva di passioni, nel suo al di là, ma di certo non ci trasmette quella cupezza e quell’angoscia e neanche quegli abissi di paura e rabbia che sembra provare la protagonista del film omonimo.

Inoltre nella pellicola viene tagliata sia la storia fra la mamma di Suzie e il detective, sia l’incontro amoroso, attraverso la ragazza ’sensitiva’ di Suzie con il ragazzino di cui è innamorata (ci si limita a un bacio). Il che è evidentemente stato fatto per semplificare la trama, non so, ma secondo me si tratta di snodi importanti del libro. Tant’è.

Per il resto, il paradiso della protagonista ognuno, nel libro, se lo può immaginare come vuole, e se dovessi rileggerlo di certo la mia immaginazione non lo sostituirà con le immagini ricreate dal film. Si tratta infatti di un al di là molto rarefatto (nel libro) e invece un po’ in stile ‘Al di là dei sogni’ nel film.

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Elayne

    25 feb 2010 - 21:09 - #1
    0 punti
    Up Down

    Sono andata a vedere il film proprio ieri!
    Il mio parere non è proprio obbiettivo, perchè da un lato, di solito stronco tutti i film che vengono tratti dai libri (perchè troppo diversi o perchè non colgono l’essenza del libro), dall’altro io AMO Peter Jackson.
    Punti a favore: il cast è eccezionale, ci sono effetti grafici bellissimi (tutti quelli ambientati nel cielo), ed alcune scene sono rese davvero bene, però…c’è qualcosa che non va.
    La storia risulta troppo sfuggente, non ci sono tutte quelle sfumature del libro, è troppo semplificata.
    In poche parole è un film carino, ma mi ha molto deluso rispetto alle aspettative che avevo.

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